The 1983 Pulitzer winner Alice Walker boycotts Israeli publication of her book

Letter from Alice Walker to Publishers at Yediot Books

This letter is published with author’s permission.

June 9, 2012
Dear Publishers at Yediot Books,

Thank you so much for wishing to publish my novel THE COLOR PURPLE.  It isn’t possible for me to permit this at this time for the following reason:  As you may know, last Fall in South Africa the Russell Tribunal on Palestine met and determined that Israel is guilty of apartheid and persecution of the Palestinian people, both inside Israel and also in the Occupied Territories.  The testimony we heard, both from Israelis and Palestinians (I was a jurist) was devastating.  I grew up under American apartheid and this was far worse.  Indeed, many South Africans who attended, including Desmond Tutu, felt the Israeli version of these crimes is worse even than  what they suffered under the white supremacist regimes that dominated South Africa for so long.

It is my hope that the non-violent BDS (Boycott, Divestment, Sanctions) movement, of which I am part, will have enough of an impact on Israeli civilian society to change the situation.

In that regard, I offer an earlier example of THE COLOR PURPLE’s engagement in the world-wide effort to rid humanity of its self-destructive habit of dehumanizing whole populations.  When the film of The Color Purple was finished, and all of us who made it decided we loved it, Steven Spielberg, the director, was faced with the decision of whether it should be permitted to travel to and be offered to the South African public.  I lobbied against this idea because, as with Israel today, there was a civil society movement of BDS aimed at changing South Africa’s apartheid policies and, in fact, transforming the government.

It was not a particularly difficult position to hold on my part:  I believe deeply in non-violent methods of social change though they sometimes seem to take forever, but I did regret not being able to share our movie, immediately, with (for instance) Winnie and Nelson Mandela and their children, and also with the widow and children of the brutally murdered, while in police custody, Steven Biko, the visionary journalist and defender of African integrity and freedom.

We decided to wait.  How happy we all were when the apartheid regime was dismantled and Nelson Mandela became the first president of color of South Africa.

Only then did we send our beautiful movie!  And to this day, when I am in South Africa, I can hold my head high and nothing obstructs the love that flows between me and the people of that country.

Which is to say, I would so like knowing my books are read by the people of your country, especially by the young, and by  the brave Israeli activists (Jewish and Palestinian) for justice and peace I have had the joy of working beside.  I am hopeful that one day, maybe soon, this may happen.  But now is not the time.

We must continue to work on the issue, and to wait.

In faith that a just future can be fashioned from small acts,
Alice Walker
Posted on 17-06-2012

Italian edition

Lettera di Alice Walker all’Editore Yediot

Questa lettera è stata pubblicata con il permesso dell’autrice

9 giugno 2012

Caro Editore Yediot,

Vi ringrazio molto per il vostro desiderio di pubblicare il mio romanzo Il colore viola. Non è possibile per me dare il permesso in questo momento per il seguente motivo: come forse saprete, lo scorso autunno in Sud Africa, il Tribunale Russell sulla Palestina ha stabilito che Israele è colpevole di Apartheid e della persecuzione del popolo palestinese, sia all’interno di Israele che nei Territori palestinesi occupati. La testimonianza che abbiamo sentito, sia da israeliani che da palestinesi (ero una giurista) è stata devastante. Sono cresciuta sotto l’apartheid statunitense e quella israeliana è di gran lunga peggiore. Infatti, molti sudafricani che hanno partecipato, tra cui Desmond Tutu, consideravano la versione israeliana di questi crimini peggiore persino di quella che hanno subito sotto i regimi di supremazia bianca che hanno dominato a lungo il Sud Africa.

La mia speranza è che il movimento nonviolento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), di cui faccio parte, avrà un impatto sulla società civile israeliana tale da cambiare la situazione.

A questo proposito, vi porto un esempio dell’impegno de Il colore viola nella lotta mondiale per liberare l’umanità dalla sua abitudine autodistruttiva di disumanizzare intere popolazioni. Quando fu terminato il lavoro sul film tratto da Il colore viola, e tutti noi che vi avevamo contribuito abbiamo capito che ci piaceva molto, il regista Steven Spielberg ha dovuto decidere se consentire al film di essere diffuso tra il pubblico sudafricano. Mi sono impegnata contro questa idea perché, come con Israele oggi, c’era un movimento BDS della società civile volto a cambiare le politiche del Sud Africa dell’apartheid e, di fatto, a trasformare il governo.

Non era una posizione particolarmente difficile da prendere da parte mia: io credo profondamente nei metodi nonviolenti di cambiamento sociale, anche se a volte sembra che ci vogliano tempi lunghissimi. Tuttavia mi è dispiaciuto non poter condividere il nostro film, subito, con (per esempio ) Winnie e Nelson Mandela e i loro figli, e anche con la vedova ed i figli di Steven Biko, il giornalista visionario e difensore dell’integrità e della libertà africana brutalmente assassinato mentre era in custodia della polizia.

Abbiamo deciso di aspettare. E quanto eravamo tutti noi felici quando il regime di Apartheid è stato smantellato e Nelson Mandela divenne il primo presidente di colore del Sud Africa.

Solo allora abbiamo inviato il nostro bel film! E ad oggi, quando mi trovo in Sud Africa, posso tenere la testa alta e non c’è niente che ostacoli l’amore che scorre tra me e il popolo di quel paese.

Vale a dire, mi piacerebbe tanto sapere che i miei libri vengono letti dal popolo del vostro paese, soprattutto dai giovani e dai coraggiosi attivisti israeliani per la giustizia e la pace (ebrei e palestinesi) con i quali ho avuto la gioia di lavorare al loro fianco. Mi auguro che un giorno, forse presto, questo possa accadere. Ma ora non è il momento.

Dobbiamo continuare a lavorare sulla questione, e aspettare.

In fede che un futuro giusto possa essere ottenuto da piccoli gesti,

Alice Walker

Pubblicato il 17-06-2012

thanks to:

PACBI
Stop Agrexco Italia

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.