I Romani odiano i Rom

Dopo l’ennesima denuncia di Amnesty International nei confronti dell’Italia per gli abusi e le discriminazioni subite dalla popolazione Rom e quella del mese di maggio da parte del Consiglio d’Europa per i comportamenti razzisti e xenofobi nei confronti di Rom, Musulmani, migranti, rifugiati e richiedenti asilo, i Romani ci riprovano.

Il pluripregiudicato, già tre volte arrestato ed incarcerato, sindaco di Roma, Giovanni Alemanno, detto Alemagno, in calo di consensi per le continue e ripetute vicessitudini giudiziarie che lo hanno visto partecipe, direttamente ed indirettamente, rispolvera la strategia della tensione. Come per il di lui padrino e suocero, Pino Rauti, stragista morale della strage di Piazza della Loggia, l’importante è tenere sotto tensione il cittadino comune, non farlo ragionare, inducendolo ad avere paura anche quando non ci sono motivi reali per averne. A meno che non ne vengano creati ad arte alcuni.
È questo il caso dei Rom.

Come durante il periodo precedente alla sua elezione, l’attuale “magnaccione” del Campidoglio, ripropone il suo cavallo di battaglia. Temendo il malcontento dei cittadini romani già indignati per la malversazione di assessori e consiglieri regionali e al fine di non essere esautorato dall’attuale carica istituzionale per i misfatti dei propri assessori e consiglieri, tenta di spostare l’attenzione da essi impegnandosi nella spettacolarizzazione dell’ennesima miserrima caccia alle streghe.

Prodigo di telecamere ed assoldati i commedianti cerca di porre rimedio ad uno dei problemi più annosi che attanagliano la città di Roma. Il traffico? L’immondizia? I parenti proliferi? I Rom.

“Questi pericolosi criminali, nemici della nazione e della stirpe italica, si aggirano indisturbati per le regie vie della nostra capitale, colpevoli di impudico accattonaggio e di pietosa miseria. Per fortuna il “paladino de’ noantri” adornato di masculinea tenacia e temprato dal duro lavoro delle messi riesce a cacciarli  in tempo dal sacro suolo della nostra penisola.”

Così facendo, il giorno 28 settembre 2012 si assiste all’abbattimento del decimo campo nomadi di Roma, quello di Tor de’ Cenci, da più di vent’anni in loco, dove vivevano 400 persone e allo sgombero forzato delle stesse.

Ancora una volta, in violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, gli attuali eredi di Mussolini, danno prova della loro mancanza di rispetto nei confronti della dignità umana, sovrapponendo i loro interessi elettorali alla ben più importante humanitas che il caro sindaco, durante la frequentazione dei salotti mondani, si vanta di avere.

Amnesty International ha emesso un appello, che tutti possono sottoscrivere, indirizzato all’attuale primo ministro italiano Mario Monti affinchè vengano interrotti gli episodi di segregazione, discriminazione e sgombero forzato ai danni dei Rom in tutto il territorio italiano.

All’appello unisci anche una richiesta formale per la rimozione forzosa del sindaco di Roma. Mandiamolo sul Gran Sasso, mandiamolo sul Lago di Garda, mandiamolo a…

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