Syria: un brindisi al terrorismo di Stato israeliano – Syria: a Toast to Israeli State Terrorism

di Julie Webb-Pulman*

Mentre gli Stati Uniti spacciano la minaccia di uso di armi chimiche per giustificare l’armamento dell’ ”opposizione” in Siria, Israele distrugge un centro di ricerca chimica nei pressi di Damasco che avrebbe potuto sviluppare tali armi – liberando così ogni singola particella potenzialmente velenosa sulla popolazione siriana.

In questo modo è garantito che, indipendentemente dal fatto che effettivamente vi fossero armi chimiche in fase di sviluppo o già fabbricate, indipendentemente dal fatto che il regime di Assad in realtà avesse intenzione di usarle contro il popolo siriano, il popolo siriano ora è esposto – e in modo del tutto incontrollato – non solo ai noti effetti tossici di tutto ciò che era in quella struttura, ma anche agli effetti imprevedibili della casuale miscelazione di tali sostanze chimiche in condizioni di calore estremo, e alla loro diffusione chissà a quali distanze, provocando chissà quali entità di danni ambientali e sanitari.

Ad Assad non deve essere consentito di farlo – ma Israele può, e con la benedizione degli Stati Uniti.

Obama lo ha immediatamente definito “il diritto di Israele di difendere i propri interessi”.

Altri potrebbero definirlo un attacco omicida a sangue freddo contro la popolazione civile siriana.
Altri potrebbero chiamarlo terrorismo.

Terrorismo di Stato.

Dopo gli attacchi alle Torri Gemelle nel 2001, la consuetudine degli attacchi preventivi sia da parte degli Stati Uniti che da Israele per motivi di ‘antiterrorismo’ o per ‘difendere gli interessi della sicurezza’ è aumentata fino a diventare la più grave minaccia militare per i civili in qualsiasi punto del pianeta.

Massacro dopo massacro di civili da parte di droni, di razzi, di incauti “omicidi mirati” in Afghanistan, Gaza, Yemen, Arabia Saudita, Pakistan – l’elenco potrebbe continuare. L’elenco dei responsabili, tuttavia, è breve – solo due. Gli Stati Uniti e Israele.

Sono ammissibili tali aggressioni nel diritto internazionale?

No – il diritto internazionale è molto chiaro su questo. L’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite consente solo azioni militari per legittima difesa in caso di attacco diretto.

La Siria ha forse attaccato Israele?

No.

La Siria ha portato avanti un qualche tipo di azione militare di minaccia nei confronti di Israele?

No.

Israele ha effettuato un attacco militare ingiustificabile sulla base della legislazione internazionale contro la Siria, causando un danno diretto – e molto reale – a una numerosa popolazione civile.

Un esempio più chiaro – e significativo – di terrorismo di Stato sarebbe difficile da trovare.

Gli Stati Uniti hanno forse condannato questo atto, che ha esposto i siriani proprio a quel tipo di pericolo da cui Obama, come ha strombazzato in giro per il mondo, aveva detto di volerli proteggere?

No.

Ha difeso l’attacco di Israele.

Un esempio più chiaro – e significativo – di abietta ipocrisia targata USA sarebbe difficile da trovare.

Se il mondo non vuole degenerare in una piena dittatura militare “USraeli”, la comunità internazionale deve agire immediatamente per fermare quest’ultimo scivolone lungo la brutta china della deroga ai diritti umani, in cui concetti come il diritto internazionale e il giusto processo sono semplicemente pittoresche antichità, e l’auto-determinazione una nozione riservata esclusivamente a imperialisti yankee e sionisti – o potrebbe essere la fine dell’alfabeto che abbiamo raggiunto.

E a quelli negli Stati Uniti che mettono in dubbio il ruolo del loro paese in attività militari israeliane, consiglio di dare un’occhiata a dove finiscono i dollari versati con le tasse. Date un’occhiata a questa fotografia dei resti del razzo sparato da un aereo militare israeliano a un edificio che ospitava dei media a Gaza nel mese di novembre 2012, che ha distrutto proprietà civili e persone. Stai finanziando queste atrocità. Sì, TU.

Voi – e le Nazioni Unite – dovreste ricordarvi inoltre delle misure che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato per prevenire e combattere il terrorismo, misure contenute nel Global Counter-Terrorism Strategy del 2006, dove si afferma la volontà di “… scovare, negare rifugio sicuro e assicurare alla giustizia, sulla base del principio di estradizione o persecuzione, qualsiasi persona che sostenga, faciliti, partecipi o cerchi di partecipare al finanziamento, alla pianificazione, alla preparazione o all’esecuzione di atti terroristici … “.

Il mondo è in attesa – soprattutto tutti i siriani appena esposti al cocktail di sostanze chimiche da cui gli Stati Uniti stavano sostenendo di proteggerli, mentre difendono il diritto di Israele con un brindisi alla sua salute.

*Julie Webb-Pullman è un’attivista e scrittrice neozelandese, che vive attualmente a Gaza. Dal 2003 scrive su questioni di giustizia sociale e politica per il sito neozelandese “Scoop Independent News”, così come per vari siti web in Australia, Canada, Stati Uniti e America Latina, e ha partecipato a diverse missioni di osservazione dei diritti umani. Questo articolo è un suo contributo per PalestineChronicle.com.

Made in the USA. (Photo: Julie Webb-Pullman)

By Julie Webb-Pullman*

While the United States peddled the threat of chemical weapon use to justify its arming of the ‘opposition’ in Syria, Israel destroyed a chemical research facility near Damascus which was allegedly developing such weapons – thus unleashing every single potentially-poisonous particle on the Syrian public.

Thus guaranteeing that regardless of whether there actually were chemical weapons being developed or manufactured, regardless of whether the Assad regime actually was intending to use them against the Syrian people, the Syrian people now HAVE been exposed – and in a totally uncontrolled fashion – to not only the known toxic effects of whatever was in the facility, but also to the unknown effects of the random mixing of such chemicals under conditions of extreme heat, and their dissemination who knows how far, causing who knows what extent of environmental and health damage.

Assad mustn’t be permitted to do it – but Israel can – and with US blessing.

Israel’s “right to defend its interests,” Obama immediately called it.

Others would call it a cold-blooded murderous attack on the Syrian civilian population.
Others would call it terrorism.

State terrorism.

Since the Twin Towers attacks in 2001, the use of pre-emptive strikes by both the US and Israel to ‘counter terrorism’ or ‘defend security interests’ have escalated to become the single most potent military threat to civilians anywhere on the planet.

Massacre after massacre of civilians by drones, by rockets, by misguided ‘targeted assassinations’ in Afghanistan, Gaza, Yemen, Saudi Arabia, Pakistan – the list goes on. The list of perpetrators, however, is short – only two. The United States and Israel.

Are such peremptory attacks permissible in international law?

No – international law is very clear on this. Article 51 of the United Nations Charter only allows military actions in self-defence when under direct attack.

Did Syria attack Israel?

No.

Did Syria make any kind of threatening military action towards Israel?

No.

Israel carried out an indefensible-in-international-law military strike in Syria causing direct – and very real – harm to a large civilian population.

A more clear – and potent – case of state terrorism would be hard to find.

Did the US condemn this act, which exposed Syrians to the very harm Obama was trumpeting around the world his intention to protect them from?

No.

He defended Israel’s attack.

A more clear – and potent – case of abject hypocrUSAy would be hard to find.

If the world is not to degenerate into a complete USraeli military dictatorship, the international community must act immediately to curtail this latest slide down the slippery slope of human rights derogation, where notions such as international law and due process are merely quaint antiquities, and self-determination a notion reserved solely for Yanqui and Zionist imperialists – or it won’t just be the end of the alphabet we have reached.

And for those in the US who doubt your country’s role in Israeli military activities, take a look at where your tax-dollars are going. Take a look at this photograph (above) of the remains of the rocket fired by an Israeli military plane at a building housing media agencies in Gaza in November 2012, destroying civilian property and persons. YOU are financing these atrocities. Yes, YOU.

You – and the United Nations – should be reminded of the UN General Assembly’s Measures to prevent and combat terrorism contained in the Global Counter-Terrorism Strategy of 2006, where it stated its resolve to “…find, deny safe haven and bring to justice, on the basis of the principle of extradite or prosecute, any person who supports, facilitates, participates or attempts to participate in the financing, planning, preparation or perpetration of terrorist acts…”

The world is waiting – especially all the Syrians just exposed to the cocktail of chemicals the US was claiming to protect them from, while defending Israel’s right to toast them.

* Julie Webb-Pullman is a New Zealand activist and writer currently based in Gaza. She has written on social and political justice issues for New Zealand Independent News website SCOOP since 2003, as well as for websites in Australia, Canada, the US, and Latin America, and participated in several human rights observation missions. She contributed this article to PalestineChronicle.com.

thanks to: Julie Webb-Pullman

                      the Palestine Chronicle

                     

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.