Stephen Hawking versus David Grossman

Questo è il testo del volantino che sarà distribuito oggi all’ingresso del Salone del Libro di Torino in segno di protesta per l’incontro con Grossman, fissato per le ore 12.30 (vedi http://www.forumpalestina.org), in occasione della pubblicazione di “Caduto fuori dal tempo”, così presentato sul sito del Salone: “Il punto più alto del percorso letterario di uno dei maggiori scrittori del nostro tempo, il resoconto di una dura lotta contro la distruzione, la cancellazione l’oblio, per riconsegnare la memoria alla vita”.

Stephen Hawking versus David Grossman

Stephen Hawking boicotta la conferenza di Shimon Peres

Il fisico Stephen Hawking ha deciso di non partecipare alla conferenza presidenziale organizzata da Shimon Peres a Gerusalemme.
La notizia è stata data dal quotidiano Guardian: Hawking cancella l’invito per le giornate del 19 e 20 giugno perché ha ascoltato i suggerimenti dei colleghi accademici palestinesi e l’invito dell’organizzazione che in Gran Bretagna promuove il boicottaggio degli atenei israeliani.
Lo scienziato è andato in Israele e in Cisgiordania quattro volte a parlare nelle università, l’ultima nel 2006.
La guerra a Gaza del 2009 lo ha indotto a criticare lo Stato ebraico:
“La reazione militare è sproporzionata – ha detto in un’intervista ad Al Jazeera
-. La situazione è come quella del Sudafrica prima del 1990 e non può continuare”.


David Grossman sostiene il furto di terra palestinese

David Grossman, Amos Oz e Abraham B. Yehoshua contribuiscono invece a perpetuare la patina sofisticata (vedi retro), tesa a camuffare gli atti di pulizia etnica e di genocidio israeliani. Dopo 20 anni dagli accordi di Oslo continuano a sostenere la “soluzione due popoli – due stati”, cioè il furto sistematico di quanto rimane della Palestina storica ai palestinesi e a negare il diritto al ritorno dei profughi.
L’eventuale Stato palestinese sarebbe costituito da un insieme di bantustan, tra loro separati, sul 10-15& della Palestina storica. David Grossman, Amos Oz e Abraham B. Yehoshua sono tre ladroni (di terra palestinese)
sionisti patinati, sostenitori di tutte le guerre israeliane.

Segue la lettera, inviata il 27 aprile 2013 a Stephen Hawking, che lo ha convinto a non partecipare.

Caro professor Hawking,
Come colleghi studiosi e accademici, siamo sorpresi e profondamente delusi di sapere che ha accettato l’invito a partecipare alla Conferenza presidenziale di Israele nel mese di giugno. È del tutto naturale voler accettare un invito a un evento di alto profilo di questo tipo. Tuttavia intendiamo chiederle di riflettere ulteriormente prima di prendere quella decisione.
Israele ha molte caratteristiche particolari che dovrebbero far meditare, e che anzi stanno già convincendo molti accademici e figure culturali a non collaborare con le istituzioni ufficiali israeliane. Ecco alcune di loro:

La discriminazione contro i palestinesi: Israele discrimina sistematicamente i palestinesi, i quali costituiscono il 20 per cento della sua popolazione, in modi che
sarebbero illegali in Gran Bretagna.

Violazioni sistematiche della legislazione internazionale umanitaria e dei diritti umani: La missione d’inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza 2008-09 ha
concluso che il blocco di Gaza iniziato in precedenza equivale a “punizione collettiva” del popolo di Gaza. Inoltre ha mostrato che l’offensiva israeliana
“Piombo Fuso” ha comportato numerose violazioni della Quarta Convenzione di Ginevra, e la probabilità che siano stati commessi “crimini di guerra e crimini contro l’umanità”.

Insediamento illegale: Israele ha sistematicamente trasferito coloni ebrei nei territori occupati nel 1967. Questi trasferimenti violano la Quarta Convenzione di
Ginevra (1949).

Accesso all’istruzione superiore: Israele pone molteplici ostacoli, di carattere fisico, finanziario e giuridico, alla istruzione superiore sia dei propri cittadini palestinesi sia
di quelli sotto l’occupazione.

Israele ha un nome per la promozione della sua posizione culturale e scientifica – ‘Brand Israel’ (Marchio Israele). Si tratta della deliberata politica di camuffare i propri atti di oppressione dietro una patina sofisticata.

Dal 2005, le organizzazioni che compongono la quasi totalità della società civile palestinese hanno invitato studiosi stranieri a entrare in contatto con i singoli accademici
israeliani, se lo desiderano, ma a non avere nulla a che fare con le istituzioni israeliane finanziate dallo Stato.
Prestando attenzione alla loro richiesta noi, e lei, possiamo offrire un sostegno morale ai nostri colleghi palestinesi le cui attività didattiche e di ricerca sono state gravemente compromesse da molteplici politiche israeliane. In questo modo possiamo anche mostrare all’opinione pubblica israeliana che la partecipazione alla comunità globale comporta degli obblighi.

L’arcivescovo Desmond Tutu ha definito la difficile situazione dei palestinesi sotto il controllo israeliano come “peggiore dell’apartheid”. [Lo scrittore] Iain Banks questo mese ha scritto del popolo palestinese che “collettivamente abbiamo girato le spalle alla loro sofferenza per troppo tempo”. Ci auguriamo vivamente che lei vorrà rifiutare questo invito.

Firmato da:
David Elworthy, Mohamed El Gomati, Colin Green, Nigel Harris, Nick Humphrey, Gabriel Khoury, Ailsa
Land, Frank Land, Malcolm Levitt, FRS Moshe Machover, Mary Midgely, David Mond, Malcolm Povey,
Martin Richards, Steven Rose, Jonathan Rosenhead, Tim Shallice, FRSDavid Pegg, David Wield, Noam
Chomsky e da numerosi altri docenti delle università inglesi.


Centro Falastin – Collettivo Boycott Israel – ISM-Italia
fotocopiatoinpropriocorsosanmaurizio53to20130517


www.ism-italia.org/wp-content/uploads/Torino-18-maggio-2013-volantino-stephen-hawking-versus-david-grossman.pdf

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