Intitolazione sezione ANPI di Aprilia a Vittorio Arrigoni

All’unanimità gli iscritti all’ ANPI di Aprilia (LT), costituitasi esattamente un anno fa, hanno deciso di intitolare la sezione a Vittorio Arrigoni, a cui hanno voluto dedicare il 13 Aprile scorso (giorno del suo barbaro assassinio) un convegno nel Liceo “A. Meucci” con la partecipazione, tra gli altri, della regista e documentarista Anna Selini e di un gruppo di alunni che hanno meravigliosamente raccontato, attraverso le stesse parole di Vittorio, lo straordinario e intensissimo percorso di una vita interamente spesa fino al sacrificio di sé per affermare il diritto dei più deboli (il popolo palestinese ma non solo) ad essere riconosciuti nel mondo portatori di cultura e di storia e quindi meritevoli di rispetto e di attenzione anche nelle sedi internazionali.
L’impegno di Vittorio Arrigoni con l’organizzazione ISM (International Solidarity Movement) a favore dei popoli oppressi e soprattutto del popolo palestinese contro le violenze dei governi e dell’esercito israeliano che continuano a martoriare quei territori anche, ma non solo, con lo strumento degli insediamenti e della sopraffazione, costituisce, secondo noi, un altissimo insegnamento morale per i giovani di oggi, un preciso atto di accusa nei confronti dei governi occidentali e delle organizzazioni sovranazionali che continuano attraverso l’indifferenza e la disinformazione a tollerare i crimini del governo israeliano nonostante le svariate condanne, censure e risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dellONU mai rispettate dallo Stato d’Israele. Per noi dell’ANPI il sacrificio di Vittorio costituisce un motivo in più per essere vigili e attivi sul territorio, perché l’esempio del suo coraggio e della responsabilità della scelta, rinnova oggi più che mai in noi il desiderio di coltivare insieme la memoria della lotta partigiana, ma non in una battaglia di retroguardia o in una mera difesa dei valori fissati nella Carta che pure è la naturale conseguenza di quella lotta, ma in un impegno costante affinchè, tutte le volte che nei nostri confini e in qualunque parte del mondo il diritto e il rispetto della persona vengono calpestati, riprenda vigore e ispiri sentimenti di giustizia e solidarietà.
Ecco perché noi sentiamo così vicino ai nostri ideali un giovane come Vittorio, partigiano oggi, nella sua più pura ed efficace declinazione. Un eroe disarmato, di quelli veri, che ha semplicemente ritenuto di dover scegliere da che parte stare fin da giovanissimo, come ci racconta la madre Egidia Beretta nel suo bellissimo libro “I viaggi di Vittorio” . Tutta la sua breve vita (muore a 36 anni), fu dedicata ad alleviare le altrui sofferenze, in un viaggio che lo portò in Africa, nell’Est Europa, in America Latina, prima di giungere nel tormentato Medio Oriente, fermandosi infine in quel fazzoletto di terra intriso di sangue, la striscia di Gaza, il più martoriato dei Territori palestinesi, sottoposti al pugno di ferro israeliano. Vik si è speso, in ogni modo, sempre pacificamente, sempre con uno sforzo volto non soltanto a testimoniare ma a operare concretamente: Vik Utopia, come si faceva chiamare su internet con un pizzico di ironia, perfettamente consapevole di essere un testimone scomodo sia per il governo israeliano che per gli integralisti di Hamas, non volle essere “semplicemente” un giornalista neutrale e obbiettivo, un pacifista che guarda e si indigna. Volle condividere pienamente la vita e le sofferenze dei palestinesi offrendosi, quando era necessario, come pescatore, scaricatore, infermiere, cuoco…in modo radicale, senza sconti e privilegi. ” Rallegratevi del fatto che sono pronto a qualsiasi destino, perché vivere con le ali recise non fa per me”, scriveva ai suoi.
Il ricordo di Vittorio merita dunque di non essere disperso nelle strade buie della storia del XXI secolo, nella smemoratezza dei nostri tempi o, peggio, nella confusa e assordante cultura della denigrazione. Vittorio ha mostrato ai giovani di oggi l’unica strada possibile da percorrere, scritta nei principi della nostra Costituzione, nella Dichiarazione dei Diritti dell’uomo ma soprattutto nella ragione e nel cuore: la dignità e l’uguaglianza di tutti gli uomini.
“Restiamo umani” è la semplice e ripetuta preghiera di Vittorio. L’ANPI di Aprilia vuole scommetterci, anche a nome dei giovani.
ANPI – Sezione di Aprilia

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