Training estivo ISM a Venaus!

Per tutti quelli che vorranno unirsi all’ International Solidarity Movement recandosi in Palestina per un periodo anche breve (minimo richiesto quindici giorni), la Rete italiana ISM organizza delle giornate di formazione e informazione. Durante il training verrà spiegato cos’è e come funziona l’ISM, saranno raccontate le esperienze di qualcuno che ha fatto attivismo con ism in Palestina, verranno spiegati elementi di cultura palestinese, sarà introdotto e praticato il metodo del consenso, verranno date informazioni legali, consigli pratici e si cercherà di chiarire ogni dubbio.

Il prossimo training sarà in Valsusa dal 30 al 31 luglio (con possibilità di sforare all’1 nel caso in cui ci siano iniziative in contemporanea). Se vuoi partecipare perfavore manda una mail all’indirizzo italianism@inventati.org con oggetto “TRAINING VALSUSA”.

Il costo del training è di 10 euro. La quota d’iscrizione è comprensiva del materiale fornito durante il training, di parte dei trasporti dei formatori (qualora arrivassero da un’altra città) ed il restante verrà utilizzato dalla Rete Italiana ISM per le sue iniziative in Italia ed a sostegno degli attivisti presenti in Palestina. Data la collocazione del training in un campeggio, è necessario munirsi di tenda e sacco a pelo. Per quanto riguarda i pasti, ognuno provvederà da sè ma si informa che il campeggio sarà munito di una cucina presso la quale è possibile mangiare a prezzi popolari.

Se sei interessat* ai training ma non puoi partecipare a quello in Valsusa ti chiediamo di scrivere all’indirizzo italianism@inventati.org una mail con oggetto “TRAINING” specificando:

regione di provenienza,

mese in cui vorresti partire (solo il mese, non scrivere la data) se ne hai già idea,

quale tra le seguenti città preferisci come luogo del training: Milano, Roma, Padova, Torino, Cagliari, Palermo (perfavore indica una preferenza ma anche una seconda e terza opzione, non diamo certezza di riuscire a fare a breve training in ciascuna di queste città),

perchè vuoi andare in Palestina, e perchè con ISM.

É possibile anche fare il training semplicemente per partecipare alle attività della rete, senza necessariamente scendere in Palestina: se queste sono le tue intenzioni perfavore scrivilo nella mail. La risposta a queste domande ci serve per organizzare i prossimi training nell amaniera più fuzionale possibile.

L’ISM (International Solidarity Movement) è un movimento a guida palestinese che si impegna a resistere alla apartheid israeliana in Palestina usando i principi e i metodi dell’azione diretta e non violenta. Fondata da un piccolo gruppo di attivisti palestinesi e israeliani nell’agosto del 2001 l’ISM sostiene la resistenza popolare del popolo palestinese fornendo due risorse fondamentali: la solidarietà internazionale e una voce a livello internazionale a chi continua ogni giorno a resistere in maniera non violenta a una preponderante forza di occupazione militare.

Noi della Rete Italiana ISM crediamo che sia dovere di tutti, in base alle proprie possibilità, impegnarsi in prima persona per far sì che la pulizia etnica in atto contro il popolo palestinese termini, che termini l’apartheid, che i milioni di profughi possano far ritorno ai loro villaggi e alle loro case e che il popolo palestinese possa liberarsi dall’occupazione militare israeliana.

L’impegno individuale rappresenta una via efficace per supportare il popolo palestinese nella sua lotta di liberazione. Ci crediamo perché l’abbiamo visto con i nostri occhi recandoci in Palestina.

Abbiamo visto che se accompagniamo i contadini nei campi, i pescatori sulle navi e gli shebab alle manifestazioni a Nabi Saleh, a Kufr Qaddoum, a Ni’lin ed a tutti gli altri villaggi che ci vogliono al loro fianco, l’esercito israeliano continua a sparare, ma lo fa di meno e usa metodi di repressione meno brutali.

Abbiamo visto che se manteniamo la nostra presenza di fronte al check point 56, come a quello che divide il mercato vecchio di Al Khalil (Hebron) dalla moschea di Abramo, come a tutti gli altri check point che limitano la libertà e la vita dei palestinesi, l’esercito di occupazione continua a perquisire coloro che li attraversano ma molte umiliazioni e molte violenze vengono risparmiate.

Abbiamo visto che se accompagniamo i bambini palestinesi a scuola, nella zona di Tel Rumeida, a Al Khalil, i figli dei coloni dell’insediamento illegale Kiryat Arba continuano a tirargli sassi, ma ne tirano di meno e dopo un po’ smettono.

Abbiamo visto che se siamo presenti nelle case delle famiglie palestinesi che vivono nei villaggi attorno a Nablus, totalmente circondati da insediamenti sionisti illegali e soggetti ad attacchi continui da parte dei coloni, questi ultimi riducono le loro violenze e a volte desistono e se ne vanno.

Abbiamo visto che funge da maggior deterrente la spia della telecamera di un cellulare o una macchina fotografica di un volontario internazionale che tutte le sanzioni ONU scritte contro Israele.

Crediamo poi, che sia importante andare a vedere con i propri occhi cosa succede dall’altra parte del Mediterraneo perché le informazioni trasmesse dai media main stream riflettono solo la voce di chi, in Italia come altrove, rappresenta la classe sociale dominante, perenne alleata di Israele.

Riteniamo, perciò, nostro dovere dare voce a chi non è mai stato ascoltato. Infine, crediamo che valga la pena recarsi in Palestina per scoprire la forza di un popolo che resiste da oltre 65 anni con la dignità di chi non si arrende alla sopraffazione anche dopo aver perso tutto. O, semplicemente, per imparare quanto sia maleducato rifiutare una tazza di thè in una casa palestinese. E credeteci, quel thé vale veramente la pena di berlo.

Ulteriori riferimenti ed informazioni:

Che cos’è la Rete italiana ISM: http://reteitalianaism.it/public_html/index.php/chi-siamo/

Sito in inglese dell’ISM (International Solidarity Movement): http://palsolidarity.org/

Sito del gruppo di supporto italiano: http://reteitalianaism.it/ e relativa pagina

facebook: https://www.facebook.com/ReteItalianaIsm

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini responsabili possa cambiare il mondo. È invece l’unico modo in cui ciò è sempre accaduto.”

Margaret Mead

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