#BertolinoExposed! Anonymous vs il legale dei sindacati di PS contro i NoTav

Poche ore fa gli attivisti di Anonymous Italia hanno reso pubblico tramite il proprio blog di aver violato l’indirizzo email dell’avvocato Pier Franco Bertolino, legale rappresentante dei sindacati di Polizia nei processi contro i No Tav.

Il nome dell’avvocato era già stato reso pubblico alcuni mesi fa all’interno di un’altra e più vasta operazione di Anonymous contro alcune piattaforme dei sindacati di polizia in risposta alle perquisizioni e agli arresti contro hacktivisti compiuti a maggio dal CNAIPIC: tra i vari file sottratti dal gruppo di Anonymous figuravano infatti alcuni moduli precompilati per le denunce dei poliziotti feriti in Valsusa durante le manifestazioni No Tav nei quali si consigliava la nomina del legale Bertolino.

Ad alcuni mesi di distanza il network di hacktivisti ha deciso di colpire l’avvocato entrando all’interno del suo indirizzo di posta elettronica nonché dell’area riservata all’avvocato all’interno del sito del carcere di Torino. Tra i file resi pubblici da Anonymous (scaricabili qui) ci sono diversi screenshot di scambi di email avvenuti tra l’avvocato e altri contatti a testimonianza di come il gruppo sia riuscito a curiosare indisturbato tra la posta elettronica di Bertolino.

Ma gli hacktivisti si sono anche divertiti a mettere mano e modificare a proprio piacimento l’area riservata all’avvocato all’interno del sito della Casa Circondariale di Torino, tramite il quale è possibile prenotare le visite ai propri assistiti detenuti in carcere: da alcuni screenshot risultano prenotate richieste di visita a nomi come Massimo Numa, giornalista de La Stampa noto per i propri articoli del tutto simili a veline della Questura nell’accanimento mostrato contro i No Tav, o a Nicola Tanzi, segretario generale del Sap.

Ancora una volta Anonymous ha deciso di ribadire il proprio sostegno alla lotta No Tav (nonché agli hacktivisti del gruppo colpiti dall’operazione repressiva dello scorso 17 maggio), mostrando anche come siti e posta elettronica dei vari apparati schierati contro il movimento siano tutt’altro che inviolabili…

thanks to: infoaut.org

 

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