Fratel Zaquini a proposito del Rapporto Fiugueredo sui crimini contro gli Indios

Fratel Zaquini a proposito del Rapporto Fiugueredo sui crimini contro gli Indios

Boa Vista (Roraima), 27 luglio 2013

Carissimo/a,

            ho finalmente dato un’occhiata al Rapporto Figueiredo: per la precisione il rapporto di Jáder de Figueiredo Correia, Procuratore della Repubblica.

            Il rapporto è stato stilato nel 1967 ed è il risultato delle indagini a lui affidate dal Ministro degli Interni, dopo che una Commissione Parlamentare di Inchiesta (CPI) aveva denunciato gravi irregolarità nel Servizio di Protezione degli Indios (SPI). Le indagini hanno analizzato le attività di questo ente, che per sua natura avrebbe dovuto “proteggere” gli indigeni, nel periodo tra gli anni ‘40 e ‘67, soprattutto quelle dal 1950 in poi.

            Il Procuratore Jáder de Correia Figueiredo e il gruppo dei suoi collaboratori hanno visitato personalmente i locali dove lo SPI attuava, raccogliendo tutti i documenti inerenti alla sua attività e ogni possibile testimonianza in merito. L’inchiesta è durata sessanta giorni più trenta, cioè il massimo tempo possibile previsto per questo tipo di inchiesta.

            Il Rapporto è veramente esplosivo, ed è sorprendente che si tratti di un documento ufficiale di quell’epoca; tanto più se si pensa che eravamo già in periodo di dittatura militare (la dittatura in Brasile è cominciata il 31 marzo del 1964).

            Non penso nemmeno di riuscire a fare un riassunto di quel pochissimo che ho letto, ma citerò solo poche frasi; forse questo potrà incentivare qualcuno a leggerlo.

“Dall’esame dei documenti si deduce che il Servizio di Protezione degli Indios, SPI, fu un antro di corruzione indicibile durante molti anni.”
“Gli indios furono vittime di veri scellerati”.
“Riaffermiamo che pare inverosimile che ci siano uomini, detti civilizzati, che freddamente possano agire in modo così barbaro.”
“… gli atti più abbietti e umilianti furono praticati per ordine di donne”
“… la sua storia cruenta, perfino crocifissione …”
“… il SPI può considerarsi il maggior scandalo amministrativo del Brasile.”
“… Il SPI degenerò al punto di perseguitarli fino allo sterminio.”
“Si ricordano qui i vari massacri, molti dei quali denunciati con scandalo, senza tuttavia meritare il maggior interesse delle autorità”

             Aggiungo solo che vi risparmio la descrizione di alcuni fatti, perché veramente nauseanti.

            Questo Rapporto era misteriosamente, ed “opportunamente” dico io, sparito senza lasciare tracce, e altrettanto misteriosamente è recentemente riapparso senza creare nessuno scompiglio.

            Nella mia permanenza fra gli indios, io pensavo di aver saputo e testimoniato cose gravissime e atroci, ma qui devo ammettere che non arrivavo a immaginare che fosse tale la vastità del marciume che circonda questa tragedia dell’umanità.

            Le popolazioni indigene continuano ad essere considerate degli intralci. E i comportamenti attuali del Governo e del Congresso brasiliani, non fanno che ripetere le stesse cose, naturalmente in forme più raffinate, leggermente meno brutali, ma molto determinate ed evidenti. Esse si manifestano in forme subdole, col procrastinare all’infinito le misure efficaci per il riconoscimento dei diritti alla terra, alla salute e a un’educazione di qualità; col reprimere e criminalizzare le manifestazioni indigene di rivolta; nel cercare di cooptare il maggior numero di indigeni, specialmente di giovani. Queste azioni convivono con vecchie forme distruttive, come quella di non reprimere le attività che danneggiano sia la vita che la cultura di questi popoli, tollerando per esempio la presenza nelle terre indigene di nuclei formali o informali di non indigeni che aggrediscono le culture, il patrimonio e sovente anche la vita di queste popolazioni. Vorrei qui portare esempi, ma questo farebbe diventare troppo lungo questo messaggio che ha già superato l’idea che mi ero proposto.

            So che chi leggerà queste righe potrà anche rimanere perplesso di  fronte a tante accuse, spero di non star rovinando le vostre meritate vacanze. Chi vive a contatto diretto con i popoli indigeni sa che queste cose sono vere e sa anche che quando vengono divulgate provocano normalmente reazioni che tentano di screditare chi le divulga, sotto varie forme e normalmente con calunnie.

            Sono veramente disgustato da quel che vedo, e angustiato, perché non riesco a trovare forme efficienti per aiutare a cambiare la situazione di questi popoli che amo da tanti anni.

Vi abbraccio con affetto.

Fratel Carlo Zacquini, Missionario della Consolata (Roraima – Brasile)

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