NORD KIVU: SCONTRI ALLE PORTE DI GOMA, TESTIMONIANZE

“Da giorni in città si respira un clima di tensione. Gli abitanti hanno paura di trovarsi nuovamente con i ribelli in casa, come accaduto nel novembre 2012. Appena si sente un colpo più forte degli altri tutti si fermano per una attimo”: così missionari descrivono alla MISNA l’atmosfera a Goma, capoluogo del Nord Kivu, nei cui dintorni l’esercito e i ribelli del Movimento 23 Marzo combattono senza sosta da giorni.

E la situazione in città, dicono i missionari, è peggiorata da sabato, quando una manifestazione di alcune migliaia di persone è sfociata in disordini che hanno portato alla morte di almeno due persone.

“Secondo le accuse, i caschi blu della Monusco, la missione Onu dispiegata per proteggere la popolazione, avrebbe aperto il fuoco per disperdere la protesta colpendo a morte le due vittime” riferiscono gli interlocutori, aggiungendo però che “i militari hanno subito respinto l’accusa e sulla vicenda circolano diverse versioni”. Per accertare i fatti, i vertici dell’Onu hanno annunciato un’inchiesta.

L’incidente si inserisce in un contesto di contestazioni crescenti alla Monusco, accusata dai cittadini del Nord Kivu di aver fallito nell’obiettivo di proteggerli dalle violenze dei gruppi armati attivi nella regione orientale. La scorsa settimana l’esercito congolese, affiancato dalle milizie ruandesi Fdlr e, per la prima volta, da soldati del contingente tanzaniano della Brigata d’intervento Monusco, hanno attaccato le postazioni dell’M23.

Non è ancora chiaro quale sia l’esito dei combattimenti in corso da giorni sulla linea del fronte, circa nove chilometri a nord di Goma, anche se alcune testimonianze di medici sul campo parlano di centinaia di feriti.

viaNORD KIVU: SCONTRI ALLE PORTE DI GOMA, TESTIMONIANZE | Misna – Missionary International Service News Agency.

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