Le armi leggere anche italiane hanno alimentato il conflitto in Siria causando oltre 93mila morti #Syria #Italia

L’Osservatorio OPAL di Brescia denuncia l’ipocrisia della comunità internazionale che, dopo due anni di guerra civile in Siria con oltre 93mila morti e due milioni di sfollati, si accinge ora ad un intervento militare nel paese. Dovevano essere fermate prima anche le esportazioni di armi leggere che l’Italia – in particolar modo dalla Provincia di Brescia – e diversi stati europei hanno continuato ad inviare nei paesi confinanti con la Siria. Le armi leggere sono le vere “armi di distruzione di massa” che hanno alimentato il conflitto.

Fonte: OPAL – Rete Disarmo – 28 agosto 2013

L’attacco con armi chimiche da parte dell’esercito di Bashar al Assad sui quartieri orientali di Damasco di mercoledì 21 agosto avrebbe “sconvolto la coscienza del mondo” tanto da indurre adesso diverse nazioni ai preparativi per un intervento militare nella regione. “Se l’impiego – tuttora da dimostrare – di armi chimiche è un crimine contro l’umanità, non possiamo dimenticare che finora la comunità internazionale non ha saputo nemmeno imporre un embargo delle forniture di armi verso la Siria” – evidenzia il comunicato di OPAL, l’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere con sede a Brescia. “Come ha ripetutamente detto l’ex segretario Generale dell’Onu Kofi Annan, le armi leggere sono le vere armi di distruzione di massa che alimentano i conflitti” – sottolinea la nota di OPAL.

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