L’orco non muore se loro si addormentano

L’orco non muore se loro si addormentano

Le parole sono importanti, è vero e allora chiariamo un punto:

Che cos’è una “questione” ? La questione è un problema, un caso, una disputa, una controversia, un alterco, una discussione che prevede una soluzione. Se ad una “questione” non v’è soluzione da più o meno cent’anni, allora dobbiamo trovare un altro termine per definirla.

Non chiamiamola “questione palestinese”, vi prego, dopo quasi un secolo ormai si tratta di “arcano, mistero, occulto, enigma, incomprensibile,segreto, rebus”.

Ecco si, l’enigma palestinese è più adatto a definire la situazione che un popolo vive dal lontano 1898.

Tutto ebbe inizio nel lontano 1898, quando vide la luce il primo movimento Sionistico Internazionale, fondato a Ginevra da Teodoro Herzl, con l’unico scopo se non quello di riportare gli Ebrei sparsi per il mondo in Palestina, la loro ” terra promessa “.

Peccato però che già allora in questa “promessa terra” vivevano alcuni esseri umani che nel frattempo l’avevano coltivata, ci avevano fatto pascolare i propri animali, s’erano uniti in matrimonio, avevano procreato ed erano semplicemente e legittimamente gli abitanti della Palestina.

Non può certo accadere, tanto per fare un esempio paradossale, che un bel giorno si decida che i francesi debbano abitare la terra di Calabria e ai calabresi si dica “dovete andare via da qui” !

No, non può accadere, ma in Palestina questo è accaduto e ai palestinesi è stato detto “dovete andare via di qui”. E’ stato l’Onu nel 1947…e un anno dopo nasceva lo Stato d’Israele e iniziava il calvario dei palestinesi, un popolo senza uno Stato, senza una terra da abitare.

Ieri sera (20 settembre, ndr) a Pentone, una fresca cittadina del catanzarese, Invicta Palestina, il centro di documentazione sulla Palestina, ha ospitato Omar Suleiman, uomo palestinese che ha vissuto sulla propria pelle tutto il disagio e il dolore della storia del suo popolo.

Ci ha raccontato tutto con serenità, non ha inveito contro Israele, sarebbe stato finanche legittimo ma non l’ha fatto.

Fra una verdura ed un’altra, il taglio accurato di un mazzo di prezzemolo, Omar ci ha raccontato la prepotenza degli americani che si occupano di tutto tranne che dell’enigma palestinese, tranne che di quei ragazzi che solo per recarsi a scuola hanno difficoltà.
Per non parlare poi dell’assenza di libertà in una “striscia” di terra blindata, controllata a vista e piena zeppa di ingiustizia e povertà. E’ la striscia di Gaza, un pezzetto di terra che Israele ha destinato al popolo palestinese. Una striscia di terra che sembra un lager, un posto nel quale manca tutto, soprattutto lo spazio per vivere.

Non si può continuare a far finta di niente, se chiudiamo gli occhi l’orrore non scompare. Non è come quando raccontiamo una favola ai nostri bambini, stavolta l’orco non muore se loro si addormentano, stavolta l’orco si riproduce, diventa più cruento, più forte e violento. Quell’orco è l’odio.

Grazie ad Omar per averne parlato così bene, grazie a Rosario di Invicta Palestina per aver voluto che Omar fosse a Pentone, grazie a chi ha ascoltato…ora però non ci addormentiamo, non è una favola.

Anna Pascuzzo

via OrcoNonDorme.

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