Report del secondo convegno “Dalla Solidarietà alla Lotta Internazionalista – A fianco della Resistenza Palestinese”

Lo scorso 7 settembre si è tenuto a Firenze il secondo convegno nazionale “dalla Solidarietà alla Lotta Internazionalista – al fianco della Resistenza Palestinese” che ha visto la partecipazione di molte realtà solidali con la causa palestinese provenienti da diverse città.

Dopo l’apertura con i saluti ed i ringraziamenti, l’incontro è iniziato con un collegamento via skype con il compagno Himad del FPLP a Gaza.

Partendo dall’affermazione che la Palestina resta il punto centrale per i movimenti antimperialisti ed antisionisti di tutta la sinistra nel mondo, così come la lotta contro Israele e contro l’imperialismo internazionale ed i suoi accordi, il compagno chiede un sostegno politico alla lotta di liberazione palestinese e non un semplice sostegno umanitario. Oltre a ringraziare tutte le delegazioni che durante quest’anno hanno fatto visita a Gaza, sottolinea l’importanza del rapporto con la sinistra che sostiene la lotta del Popolo Palestinese. Coglie l’occasione per ribadire che, nonostante l’operazione sionista annunciata nella zona, il popolo siriano ha la forza per risolvere la sua situazione interna, mentre l’intervento degli USA e dell’imperialismo internazionale non è certo atto alla liberazione di un popolo, ma è solo una forma di attacco per i propri interessi, che distruggerebbe i siriani e tutta l’area. Il FPLP è per una Siria libera, democratica e con un popolo libero, chiede di sostenere contemporaneamente il “non intervento” e “l’autodeterminazione del popolo siriano”. Dopo un caloroso saluto e l’augurio di un buon lavoro, il compagno riafferma che l’alleanza con noi è strategica per la vittoria del socialismo internazionale.

Dopo l’intervento del compagno gazawi è stata fatta una breve introduzione per sottolineare le ragioni di questo secondo incontro, che segue a distanza di pochi mesi il convegno organizzato a Milano l’8 giugno scorso dal titolo “dalla Solidarietà alla Lotta Internazionalista – al fianco della Resistenza Palestinese”. Il precedente dibattito aveva messo al centro la necessità di un percorso tra le varie realtà che lavorano a sostegno della resistenza palestinese, per costruire in modo chiaro e netto una rete di condivisione dell’analisi politica e degli obiettivi oltre ad una piattaforma di solidarietà, lotta e resistenza, ed al termine erano state approvate due mozioni, illustrate a tutte le realtà presenti ed elencate nel relativo report. I concetti chiave emersi sono i seguenti:

  • No al progetto sionista di pulizia etnica della Palestina
  • Unità del popolo palestinese nella lotta contro la colonizzazione sionista
  • Rigetto degli accordi di Oslo
  • Sostegno al BDS, applicazione del Diritto al Ritorno, sostegno alla Resistenza ed alle lotte dei prigionieri
  • Interruzione dei rapporti commerciali ed economici, politici e militari, nonché culturali tra l’Italia e lo stato d’Israele

Con questo secondo incontro, inoltre, ribadiamo la nostra ferma volontà a sostenere la Resistenza Palestinese contro l’occupazione: la sinistra Palestinese, i comitati popolari ed i prigionieri palestinesi e qualsiasi realtà che non si pieghi alle logiche sioniste, diventando così uno strumento dell’occupazione.

Ricordiamo inoltre a tutte le realtà che oggi non hanno potuto partecipare, ma che hanno inviato dei contributi scritti alla discussione, così come ai compagni che pur intervenendo hanno lasciato una copia di quanto esposto verbalmente, che i loro contributi saranno inseriti insieme al report sul sito www.palestinarossa.it.

Nei vari interventi, aperti dai compagni del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos che ci ospitano e seguiti dalle realtà presenti sono emersi una serie di aspetti interessanti e che danno uno spunto all’approfondimento futuro del dibattito stesso (ad esempio con la proposta di un nuovo convegno sul sionismo) e sul lavoro concreto che andrà fatto. Facendo riferimento alle due mozioni approvate durante l’incontro di Giugno a Milano l’indizione di una manifestazione nazionale prevista nei prossimi mesi a Roma viene spostata a Torino e indetta per il 30 Novembre, unendo così gli obiettivi già decisi alla contestazione della conferenza intergovernativa Italia-Israele, che si svolgerà nel capoluogo piemontese il 2 Dicembre prossimo.

E’ stato posto poi l’accento sul fatto che rispetto al passato c’è un processo di cambiamento sia all’interno della sinistra Palestinese sia del FPLP, che nasce dalla presenza sempre più massiccia di giovani impegnati politicamente e che sanno praticare e parlare di marxismo; in parallelo, vi è la consapevolezza che l’ANP è in profonda crisi, sia per il fallimento delle politiche economiche neo-liberiste portate avanti, sia perché la popolazione Palestinese non accetta più chi collabora in qualsiasi modo con l’occupante, sia perché insegue degli accordi che, oltre a tradursi in una svendita di diritti del popolo palestinese, Israele non ha nessuna intenzione di rispettare, essendo il progetto colonialista il suo unico scopo. Sia da un punto di vista di progettualità politica, sia di sostegno popolare Hamas sta vivendo la stessa crisi, da un lato perché legata per sua natura alla fratellanza musulmana, che sta vivendo un tracollo in Egitto, dall’altro per aver abbandonato qualsiasi idea di resistenza e di lotta contro Israele. A Gaza, ad esempio, impedisce materialmente qualunque azione contro Israele arrivando ad arrestare diversi compagni del FPLP, e costruisce una gran quantità di moschee e di scuole coraniche dimostrandosi un governo confessionale e che ha interesse ad avere un controllo totale sull’intera società.

All’interno del popolo palestinese la resistenza al sionismo è ancora viva, ed è questa la leva che fa muovere tutto; oggi o ci si accorda con l’occupante o lo si contrasta: non esistono posizioni intermedie, né può esistere il ricatto della “non violenza”, perché davanti ad un nemico in guerra ed armato, lo si può solo combattere con ogni mezzo possibile.

Altra sottolineatura è stata fatta dai compagni palestinesi presenti, che ribadiscono la loro contrarietà all’invasione militare, culturale, economica, ecc. di Torino da parte dell’entità sionista; alcuni dei compagni che si stanno occupando di contrastare l’incontro italo-israeliano del prossimo Dicembre hanno inoltre puntualizzato l’importanza di combattere i sionisti di casa nostra, facendo una battaglia parallela contro la soppressione dei diritti che esercita il governo italiano sul nostro territorio (vedi TAV e MOUS, per citare due esempi) a favore dei propri interessi, schiacciando ed opprimendo il volere popolare.

Altro momento importante è stato il collegamento con Michele Giorgio, al quale è stata posta una serie di domande:

  • Quali ripercussioni ha subito Gaza a seguito degli eventi egiziani?
  • Quali sono le reazioni e le opinioni tra i palestinesi rispetto alla situazione siriana ed a un possibile attacco statunitense?
  • Abbiamo letto delle repressioni in Cisgiordania contro le manifestazioni dei palestinesi da parte della polizia ed a Gaza dell’arresto dei compagni del FPLP, puoi darci notizie?
  • Cosa pensi rispetto all’ipotesi di attacco imperialista in Siria?
  • In questo scenario come si collocano i curdi siriani?

Diamo alcuni brevi cenni circa le risposte*: “Attualmente il legame fra i Fratelli Musulmani in Egitto ed Hamas si è allentato, legame che aveva permesso ai primi di aprire Gaza a forze islamiche internazionali (vedi ad es. Qatar) e religiose, mentre per la maggioranza della popolazione, al di là delle precedenti promesse, (apertura valico di Rafah, caduta del blocco economico, etc) la situazione è la stessa del periodo di Mubarak. Nel dibattito che c’è in Palestina molti sono contrari ad una operazione d’attacco alla Siria, ma va tenuto presente che esiste una componente islamica che non lo è. Gli israeliani vogliono la caduta di Assad perché se la Siria resiste così com’è, resiste anche l’asse Siria/Hezbollah/Iran. Per quanto riguarda la repressione in Cisgiordania delle manifestazioni organizzate dalla sinistra, va ricordato che l’Autorità Palestinese svolge funzioni di sicurezza per conto di Israele e che inoltre si stanno intensificando le incursioni israeliane sia nei quartieri sia nelle zone palestinesi che sono sotto la giurisdizione dell’ANP. E’ importante ricostruire una rete d’appoggio ad un popolo, in questo caso quello Palestinese, non per garantirgli “il pane”, ma per una questione politica, passaggio fondamentale anche per evitare la frantumazione delle forze Palestinesi”.

Dopo questo quadro, che ci auguriamo essere esaustivo, di quanto discusso, è bene ora entrare nel merito delle proposte scaturite da una assemblea attenta, sicuramente partecipata (circa un centinaio di compagni) e con realtà che si sono espresse in modo chiaro sulla necessità di costruire unità di lotta e di intenti, a partire dalle parole d’ordine già uscite dal precedente incontro milanese.

L’assemblea approva la seguente mozione:

In Italia abbiamo sentito la necessità di un percorso tra le varie realtà che lavorano a sostegno della resistenza palestinese con l’obiettivo di costruire in maniera chiara e netta una rete di condivisione dell’analisi politica e degli obiettivi nonché una piattaforma di solidarietà, lotta e resistenza.

Per questo è stato organizzato a Milano, l’8 giugno scorso, un convegno dal titolo “dalla Solidarietà alla Lotta Internazionalista – al fianco della Resistenza palestinese”, un primo incontro in cui tutti i partecipanti hanno manifestato l’interesse per un coinvolgimento attivo nella costruzione di tale percorso. Durante il dibattito in cui le realtà si sono confrontate, si è discusso degli argomenti proposti dall’invito e sono state approvate due mozioni.

Tale percorso è proseguito con questo secondo incontro focalizzato su aspetti più organizzativi, anche in vista di una manifestazione nazionale, che si terrà a Torino il 30 novembre 2013, contro l’incontro bilaterale Italia-Israele.

Al termine di questo secondo incontro ribadiamo la nostra ferma disponibilità a: sostenere la sinistra palestinese, i comitati popolari ed i prigionieri palestinesi, sostenere la Resistenza palestinese contro l’occupazione. Vogliamo qui ribadire i concetti chiave emersi dal primo incontro:

  • No al progetto sionista di pulizia etnica della Palestina;
  • Unità del popolo palestinese nella lotta contro la colonizzazione sionista;
  • Rigetto degli accordi di Oslo;
  • Sostegno al BDS, applicazione del Diritto al Ritorno, sostegno alla Resistenza ed alle lotte dei prigionieri;
  • Interruzione dei rapporti commerciali ed economici, politici e militari, nonché culturali tra l’Italia e lo stato d’Israele.

Sulla base di questi principi ci opponiamo fermamente ai vari progetti imperialisti in tutta la regione, compreso l’imminente attacco alla Siria e sosteniamo con forza il diritto all’autodeterminazione dei popoli arabi.

L’assemblea ribadisce, a conclusione della discussione, il suo impegno nell’organizzazione politica delle giornate di Torino, sulla base delle proposte della piattaforma costruita nei due incontri e si impegna a creare il percorso necessario per arrivare ad una manifestazione largamente partecipata e pienamente condivisa.

Con la Palestina nel cuore, fino alla vittoria!

INIZIATIVE ED APPUNTAMENTI:

  • Organizzazione in quante più città possibile di assemblee di presentazione per spiegare cosa rappresentano gli accordi bilaterali tra Italia e Israele, in preparazione della manifestazione del 30 novembre prossimo a Torino
  • Sito di riferimento per il momento: www.palestinarossa.it
  • Allo scopo di aggiornare l’analisi sul sionismo, è stato proposto un secondo convegno sull’argomento (dopo quello svoltosi a Roma qualche anno fa) e da tenersi, possibilmente, all’interno delle tre giornate di Torino
  • Dato che il sionismo non è più identificabile solo con Israele e con gli imperialismi occidentali, ma che oggi ci sono forme di sionismo arabo, rappresentato da governi e da alcune strutture politiche funzionali, se non legate, all’imperialismo, (come le petromonarchie del Golfo, le dittature cadute e quelle attuali, alcuni stati confessionali, le leadership corrotte), l’assemblea ritiene essenziale estendere alle sinistre arabe (es. Tunisia, Egitto) l’invito alla preparazione della tre giorni e al convegno.
  • Viene fissato un nuovo incontro per il 26 Ottobre a Torino, con la proposta di invitare i compagni delle realtà del Sud Italia ad effettuare un analogo appuntamento, con collegamento tra le due assemblee
  • Sostegno alle Campagne BDS, al “progetto asilo” a Gaza dedicato a Vittorio Arrigoni e gestito dall’associazione palestinese Ghassan Kanafani
  • Organizzazione di iniziative per il 17 Aprile, giornata del prigioniero politico, e manifestazione il 15 Maggio a Roma per ricordare la Nakba
  • Ogni città deve organizzare iniziative di preparazione alla scadenza nazionale di Novembre
  • Assumere il concetto di “campagna” come metodo politico e di lavoro: provare a creare una progettualità in cui si condividano il percorso di lotta e l’analisi politica, in modo da realizzare una piattaforma forte e coesa.

Ringraziamo per la partecipazione ed i preziosi contributi le realtà di Milano, Torino, Imperia, Firenze, Salerno, Padova, Roma, Viareggio, Bologna, La Spezia, Bergamo, Sardegna e tutte le altre.

INTERVENTI:
Simone – Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, Campi Bisenzio (FI)
Himad – FPLP Gaza
Francesco Giordano – Rete di Solidarietà con la Palestina, Milano
Kutaiba Yunis – Centro di documentazione Filastin, Torino
Germano Monti – Freedom Flotilla Italia, Roma
Bonvicino Gianpiero – PRC Valle Brembana (BG)
Amarilli – Collettivo Tazebao, Padova
Andrea – Coordinamento Comunista Toscano
Silvano Falessi, Roma
Guido del Cpa di Firenze
Samantha Comizzoli, Ravenna
Michele Giorgio – il Manifesto, Gerusalemme
Rajeh Zajed – Udap, Genova
Renato Pomari, Monza


* Il report subirà ulteriori integrazioni e successivamente verranno inseriti tutti i contributi e gli interventi. Inoltre chiediamo a chiunque abbia partecipato e chiunque sia intervenuto di segnalare eventualmente la mancanza del proprio intervento e di inviarcelo, qualora lo desiderasse, in modo che venga inserito in allegato al report. In tal senso riteniamo che questo lavoro possa e debba diventare il frutto di un lavoro collettivo.

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