Il sostegno al movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni non è antisemitismo

di Antony Loewenstein

Il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), una crescente iniziativa palestinese che va ad attaccare le relazioni istituzionali con le colonie illegali israeliane, ha guadagnato molta popolarità. In Australia, il movimento è cresciuto lentamente, dato che Israele continua a sottrarsi alla legislazione internazionale, ed ora sta affrontando una delle sue più grandi sfide agli occhi dell’opinione pubblica.

Shurat HaDin – Centro Legale di Israele (ILC) è un’organizzazione israeliana che si proclama essere un’associazione civile per “combattere a favore dei diritti delle centinaia di persone vittime del terrorismo”. In questi giorni ha portato Jake Lynch [in foto], direttore del Centro per la Pace e per gli Studi dei Conflitti (CPACS), davanti la Corte Federale australiana. Secondo ILC, Lynch avrebbe infranto il decreto contro la discriminazione razziale del 1975 rifiutandosi di sponsorizzare la candidatura del suo collega israeliano Dan Avnon. Lynch e il CPACS aderiscono al movimento BDS, e poichè Avnon lavora alla Hebrew University of Jerusalem – un centro culturale chiave preso di mira dal BDS [1] per via della sua cosiddetta complicità con le colonie illegali – Lynch aveva declinato di essere nominato come suo referente.

La storia è stata largamente ignorata. Fairfax Media non l’ha toccata, il telegiornale delle 7.30 della ABC TV l’ha brevemente accennata la scorsa settimana. Al contrario, il giornale The Australian di Rupert Murdoch ha guidato il dibattito della questione, pubblicando infinite storie che fondono deliberatamente l’antisemitismo con il supporto al movimento BDS.

Giusto la scorsa settimana, dopo l’orrendo pestaggio di un uomo di religione ebraica, il giornale ha dato risalto sulla sua prima pagina ad un sopravvissuto dell’Olocausto che condannava l’episodio. All’interno dell’articolo era presente lo stratagemma retorico di inserire commenti riguardanti il BDS, come se ad aggredire le persone ebree fosse stato lo spettro di un pacifico e non violento tentativo di forzare Israele a rispettare il diritto internazionale. In maniera molto bizzarra, un editoriale pubblicato sul The Telegraph, proprietà di Newscorp, diceva anche come la miglior risposta a questa aggressione fosse sostenere Max Brenner, la catena di cioccolaterie il cui proprietario, lo Strauss Group, è stato preso di mira dagli attivisti BDS per il suo supporto alle Forza di Difesa Israeliane.

Da allora, sul The Australian sono state pubblicate infinite lettere atte a rinforzare la correlazione tra antisemitismo e il boicottaggio – seguendo questa logica, Lynch e i suoi sostenitori sono una minaccia all’ordine pubblico. Questo ignora anche le quasi 2.000 firme di una petizione pubblica [2] a sostegno di Lynch (sottoscritta anche da un buon numero di accademici, incluso Peter Slezak, co-fondatore de Independent Australian Jewish Voices).

La scorsa settimana, il The Australian ha pubblicato un editoriale che lasciava sottointendere che Lynch si fosse rifiutato di prestarsi come referente semplicemente perchè Avnon era israeliano. Un’altra storia pubblicata sulla prima pagina del giornale la scorsa settimana diceva che la Hebrew University fosse un bastione di coesistenza tra arabi ed ebrei, ignorando la litania degli esempi degli abusi dei diritti dei palestinesi da parte dell’istituzione accademica.

Lynch ha detto che Shurat HaDin ha deliberatamente travisato le sue posizione sul BDS. Lynch nega di aver ammesso di aver boicottato Avnon perché era israeliano, nonostante quanto affermato dall’avvocato australiano del gruppo israeliano Andrew Hamilton la scorsa settimana ad ABC Tv:

Ho reso abbondantemente chiaro fin dall’inizio che la linea politica è mirata ai collegamenti istituzionali. Se la Hebrew University fosse un qualcosa di simile alla University of Sidney, allora assumerebbe accademici di varie estrazioni culturali, in termini di religione e paese di provenienza. Per la linea politica mia o del CPACS non credo farebbe alcuna differenza se il candidato fosse originario del Belgio, del Botswana o della Bolivia – Penso che la University of Sidney debba revocare il suo ruolo nei sistemi di borse di studio con Sir Zelman Cowen e Technion, e io mi riservo il mio diritto di non collaborare con loro. Andrew Hamilton non ha chiaramente fatto attenzione alla nostra linea politica, o a cosa io abbia realmente fatto in passato per seguirla. 

Vale la pena notare che Avnon, elogiato senza sosta dai media australiani come un umanista che crede nella collaborazione tra israeliani e palestinesi, si appoggia al gruppo israeliano Metzilah’s General Assembly. Questo gruppo fece pervenire un report in cui si rigettava esplicitamente il diritto al ritrno dei palestinesi alle proprie terre rubate da Israele, e in cui si affermava che uno stato ebraico che discriminava i diritti dei palestinesi non era una questione problematica. E vale la pena notare anche che il diritto al ritorno dei palestinesi è una richiesta della legge internazionale.

Ciò di cui le feroci coperture stampa dei media non hanno dato la benchè minima informazione è la vera agenda di Shurat HaDin. L’organizzazione, secondo i documenti di Wikileaks, ha forti legami con l’intelligence israeliana e con il Mossad [3]. Lo studio legale provò a fare causa a Twitter per aver osato hostare i tweet di Hezbollah, all’ex presidente statunitense Jimmy Carter per aver criticato Israele e a Stephen Hawking per aver condannato l’occupazione militare israeliana. Perfino il consiglio esecutivo della comunità ebraica australiana, lobby sionista di prim’ordine, ha rifiutato di appoggiare il caso legale di Shurat HaDin contro Lynch, sottolineando che i tentativi di sopprimere la campagna di boicottaggio attraverso azioni legali sono inappropriati.

Assente anch’esso dal dibattito è il motivo per cui il BDS esiste. Il movimento sta crescendo a causa della completa mancanza di fiducia dei colloqui di pace sponsorizzati dagli USA. Il giornalista americano Max Blumenthal ha recentemente pubblicato un libro, Goliath: Life and Loathing in Greater Israel, che mostra con dettagli forensi la realtà dell’attuale opinione pubblica israeliana che abbraccia un evidente razzismo nei confronti di arabi e africani. Questo non è quello che Shurat HaDin e i turisti che vanno in Israele vogliono che il mondo veda. Infatti, la lobby australiana filo israeliana AIJAC ha risposto al caso di Lynch riguardante il BDS ignorando completamente gli insediamenti illegali. Questa settimana, Dean Sherr, un giovane lobbista, ha scritto un’intera colonna sul The Australian sul BDS senza menzionare la sua esistenza.

La paura per il BDS si riflette nella grande massa di soldi e risorse che Israele impiega per opporvisi. Invece che muovere passi in avanti verso una vera democrazia per tutti i suoi cittadini, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu continua a demolire le abitazioni palestinesi e a costruire colonie illegali su terra palestinese.

L’avvocato australiano di Shurat HaDin, Andrew Hamilton, la scorsa settimana ha affermato ad Haaretz che il BDS “non fa niente per aiutare i palestinesi, e anzi li danneggia. E’ una semplice scusa per la più vile campagna di antisemitismo che il mondo occidentale ha visto a partire dall’Olocausto.” Con questa affermazione, che essenzialmente compara Jake Lynch ad un nazista, non ci si può meravigliare che i sostenitori del sionismo stiano perdendo la battaglia globale delle pubbliche relazioni.

Per alcuni di noi generalmente di sinistra, l’uso del decreto contro la discriminazione razziale come strumento per zittire le critiche considerate sgradite è profondamente preoccupante – E questo lo scrive uno che si oppose al caso legale contro Andrew Bolt, giornalista del News Limited, nel 2011. Una vera democrazia è un posto dove qualsiasi individuo ha il diritto di opporsi, anche violentemente alla collusione con un’istituzione universitaria d’oltreoceano che nega uguali diritti ad arabi ed ebrei.

Si spera che i principali sostenitori australiani del diritto di libertà di parola come Bolt, Miranda Devine e l’Istituto degli Affari Pubblici, si attivino per sostenere Lynch. Ho la sensazione che dovrò aspettare un po’ prima che questi coraggiosi difensori trovino il modo per far sentire la propria voce.

[1] http://www.bdsitalia.org/index.php/iniziative-bac/899-lettera-boicottaggio-posizione-dipartimento-media-universit-ebraica-gerusalemme

[2] http://www.bdsitalia.org/index.php/ultime-notizie-bac/838-professori-lynch-rees-australia

[3] http://www.bdsitalia.org/index.php/ultime-notizie-sulbds/926-ilc-collegamento-governo-intelligence-israeliani

 

 

thanks to: theguardian.com

BDS Italia

 

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