Verso il terzo Convegno dell’Assemblea Nazionale a Torino

In vista del 2 dicembre, giorno della conferenza intergovernativa Italia-israele, a Torino come altrove si stanno moltiplicando le iniziative volte a promuovere, diffondere e creare coscienza e consapevolezza legate ai rischi che derivano da questi incontri.

I sionisti non sono tutti ebrei e non tutti gli ebrei sono sionisti. Si calcola che al mondo ci sono circa 75-80 milioni di sionisti a vario titolo. Da questo si evince che la stragrande maggioranza di essi non sono ebrei o israeliani ma sono i vari Napoletano o Fassino, Fini o Vendola, Casini e Berlusconi, etc. Questi però sono quelli che hanno avuto responsabilità di governo almeno negli ultimi 20 e in questa veste hanno anche la responsabilità della israelizzazione/sionistizzazione del paese Italia. Difatti, se la Palestina funge come un campo di sperimentazione di nuove armi e metodi repressivi, i palestinesi rappresentano solo “la cavia”. Il passo successivo, come vediamo sulla nostra pelle qui in Italia, è l’assimilazione di queste politiche e prassi repressive.

In parallelo con le inziative promosse dal comitato torinese “Mai complice di israele” si stanno moltiplicando le iniziative anche a livello nazionale in vista della manifestazione del 30 novembre proprio qui a Torino. E nell’ottica di miglior coordinamento si è optato di tenere la terza assemblea del coordinamento delle forze marxiste “dalla solidarietà alla lotta internazionalista a sostegno della lotta palestinese“.

Si tratta di costituire un fronte il più ampio possibile delle forze che condividono l’impostazione di una lotta antimperialista e anticapitalista allo scopo di sostenere quella palestinese. Abbiamo, nelle due assemblee precedenti discusso il progetto, la sua fattibilità e le basi politiche su cui lanciarlo.

A torino si vorrà dare una impostazione sul che fare in concreto: su questo i compagni palestinesi già intervenuti alle assemblee precedenti hanno dato un’indicazione precisa, unità nella lotta antimperialista di tutte le forze comuniste nel mondo. Tutto questo sembra scontato ma nella situazione di marginalità delle forze comuniste occorre costruire percorsi privi delle ambiguità politiche che hanno portato le stesse forze ad appiattire le loro posizioni a quelle delle forze “pacifiste, ambientaliste, della lotta non-violenta, clericali etc…”

Kutaiba Younis

Nota: è prevista una pausa pranzo poi gli interventi conclusivi, chi desidera fermarsi a pranzo è pregato indicarlo scrivendo all’indirizzo email: kutaiba [at] libero [dot] it

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