Morte ad Israele

Perché non la smettiamo con l’autocensura e il politicamente (e umanamente) corretto e non diciamo, anche pubblicamente, l’indicibile?

 

 

Stamani, dopo una notte agitata, guardo la Tv alle 7 e sento della solita strage di Palestinesi ma anche di cinque soldati israeliani uccisi (poi il numero salirà a 9 durante la giornata). Me ne compiaccio. Sì, avete letto bene, forse potevo scrivere anche “gioisco”. Per due motivi almeno: intanto questi soldati potevano rifiutare il servizio militare come hanno fatto in passato i refusnik (erano giunti ad essere oltre 500). Ne avrebbero subito le conseguenze: galera, ostracismo sociale e familiare, ma avrebbero evitato di uccidere e di essere uccisi. Leggo oggi sul Manifesto di un solo obiettore, Udi Segal, che nella militarizzata e fascista società israeliana (dato di oggi: 83% a favore della strage chiamata “Margine protettivo”) subirà a vita l’onta di essersi rifiutato di uccidere. È considerato un disertore e si dirà che è solo un vigliacco. E poi, secondo motivo, Israele nasce con la violenza, vive sulla violenza e comprende solo il linguaggio della violenza. Non ha mai pagato un prezzo per i suoi crimini. Finché non pagherà un prezzo non capirà e non cambierà (vedi la rabbiosa reazione alla campagna BDS).

Se alla prossima strage, quella del 2016/17, la resistenza palestinese riuscirà a colpire il Ben Gurion e a lasciare sul terreno un migliaio di soldati israeliani, forse sarà possibile che Israele si sieda al tavolo della trattativa mettendo in discussione il proprio peccato originale e riconoscendo il diritto ad esistere dei Palestinesi. Papa, ONU, UE, USA: sanno solo pateticamente invocare e pregare, inascoltati. Noi, la cosiddetta società civile, scendiamo in piazza e nelle strade, mandiamo danaro e medicine e poi…? Qualcuno sarebbe anche disposto a far parte di brigate internazionali antifasciste sul modello della guerra in Spagna ma la realtà del terreno è tale che non riuscirebbe neppure ad avvicinarsi al teatro di guerra. Netanyahu ha detto: “Nessuna guerra è più giusta di questa”. In sintonia con lui il suo popolo: dopo il sequestro dei tre coloni il TG3 ha intervistato alcuni israeliani. Una colona con un lattante in braccio ha detto: “Ora sono più convinta che mai della mia scelta”; un altro, alla domanda se si relazionava coi Palestinesi, spocchioso ha detto: “Non ne avverto l’esigenza”; un terzo, alla stessa domanda, ha detto: “Ne ho alle mie dipendenze, li uso, gli do ordini, li insulto, ecco il rapporto”.

È una società malata e la malattia si chiama fanatismo e razzismo. A proposito dei tre coloni rapiti. È notizia di ieri che la Polizia israeliana ha riconosciuto che i tre sono stati uccisi subito,che la Polizia e il Governo lo sapevano, che la finzione della loro ricerca è stata posta in essere per far crescere la tensione e preparare psicologicamente alla aggressione contro Gaza, che questo attacco era programmato da tempo, che Hamas non c’entra nulla col sequestro di cui sarebbe responsabile una cellula islamica fuori controllo. A quando il tassello successivo e cioè che questa cellula si chiama Mossad? Ebrei che uccidono ebrei ? Dove è lo scandalo? Chi non ricorda i 202 profughi ebrei sulla nave Patria fatta esplodere da Ben Gurion nel 1940? E la bomba al King David Hotel di Gerusalemme nel 1947, che ha ucciso, assieme a inglesi e palestinesi, anche ebrei?

La storia sionista è piena di attentati antiebraici con ebrei immolati sull’altare di Erez Ed infine, che dire della vigliacca provocazione di non avere sedi diplomatiche sparse sul territorio ma una sola a Roma? Quanti presidi abbiamo fatto sotto il consolato statunitense? Con Israele questo non è possibile e chi si spinge davanti alle sinagoghe fa alzare alto il grido: “antisemita!” E infatti noi non lo facciamo, né facciamo scritte contro gli ebrei. Lo fanno i fascisti e diventa bizzarro lo scontro tra camerati quando sulla affinità politica prevale l’odio razziale. Affari loro. Essendo noi antirazzisti siamo vaccinati contro il virus dell’antisemitismo e non c’è orrore israeliano che possa farci superare questa soglia invalicabile. Altrimenti 29/7/2014, 21esimo giorno di strage, superati i mille uccisi palestinesi.

P.S. Questo scritto inizialmente è stato inviato a pochi amici. Sono stati tutti d’accordo, sia sul contenuto, sia sulla necessità di renderlo pubblico. Oggi, 4 agosto, con oltre 1800 Palestinesi uccisi, cui si aggiungeranno i feriti privi di cure e i cadaveri sotto le macerie; dopo che il guappetto toscano in compagnia del collega golpista egiziano ha avuto la spudoratezza di ordinare la liberazione del soldato israeliano “sequestrato” ( cioè fatto prigioniero dalla Resistenza) a fronte di oltre 1.700.000 Palestinesi sequestrati e massacrati ; dopo che il Corriere della sera riduce a 300 un corteo di oltre 2000 persone e dedica una intera pagina al soldato catturato di cui veniamo a sapere tutto, quando nulla sappiamo dei Palestinesi uccisi, neppure l’età; dopo che sul giornale online “The times of Israel” è comparso l’articolo “ When Genocide is Permissible”; ebbene, dopo tutto questo, diciamo l’indicibile!

avv. Ugo Giannangeli

thanks to: Ugo Giannangeli

PALESTINAROSSA

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