La guerra di propaganda

Quasi tutti gli utenti di internet hanno ricevuto della posta che descrive oltraggiosi litigi e
ricompense che avvengono “Only in America”. Una delle storie che sono circolate e’ stata
quella di un uomo che ha vinto 74.000 $ dopo che la sua mano fu investita mentre rubava
copertoni dall’auto del suo vicino. Queste false storie nascono da se’ e vengono comunemente
ritenute leggende metropolitane. E’ sorprendente che migliaia di persone ci credano, ma
questo fa capire quanto il pubblico sia credulone e suscettibile alla disinformazione.
Nessun argomento e’ piu’ pervaso di false informazioni come il Medioriente. Il nostro governo
e’ certamente colpevole di tali pratiche e ha messo in motouna imponente macchina di falsita’
allo scopo di dare dignita’ al suo attacco all’Iraq. Gli instancabili supporters di Israele nei media
ed al governo creano storie che non stanno in piedi. Ma, una volta fabbricate, esse cominciano
a vivere di vita propria e l’ “uomo della strada” le ripete senza fallo. Diamo un’occhiata solo ai
piu’ comuni di questi miti metropolitani.

ISRAELE E’ STATO SPESSO ATTACCATO DAI SUOI NEMICI E SI DIFENDE
SEMPLICEMENTE

In realta’ Israele e’ stato quasi sempre l’aggressore. Di solito ha dichiarato che tali aggressioni
erano “provocate”, ma si trattava di bugie e disinformazione in gran parte dei casi. Nel 1956,
Israele attacco’ l’Egitto, conquistando il Sinai e Gaza, e fu costretto al ritiro dal Presidente
Eisenhower.
Nel 1967, lancio’ un’aggressione contro Egitto, Siria e Giordania, annunciando di essere stato
attaccato. Israele utilizzo’ come giustificazione una serie di esercitazioni militari egiziane nel
Sinai , ma, in seguito, ammise di aver lanciato una guerra “preventiva”. Nessuno si chiese,
allora, il perche’ di una bugia se Israele era nel giusto e, soprattutto, come mai, se l’Egitto
aveva effettivamente attaccato Israele, l’intera aeronautica egiziana era stata distrutta a terra.
In seguito fu dimostrato che l’attacco del 1967 era stato lungamente pianificato (vedi “Body of
Secrets”, pag 139-239, dell’ex operatore dell’NSA, James Bamford), e serviva ad Israele per
conquistare la Cisgiordania, con Gerusalemme, e le sue risorse d’acqua.
Quando l’Egitto, nel 1973, attacco’ Israele nel Sinai per riconquistare i suoi territori presi da
Israele nel 1967, stava, in realta’, attaccando il suo territorio occupato, non Israele.
Nel 1978, Israele invase e occupo’ il Libano del sud, che controllo’ per 22 anni. Nel 1982, si
spinse fino a Beirut, facendo 30.000 morti nel corso dell’invasione.
Dunque, indipendenti della retorica dello “spingerli in mare” e “morte agli arabi”: chi fu
l’aggressore, qui?
Israele e’ stato l’aggressore in quasi tutte le guerre del Medioriente: a volonta’ ha bombardato
Iraq, Libano, Giordania, Siria, Egitto, Tunisia e persino gli USA, attraverso l’attacco alla nave
USS Liberty nel giugno 1967. Esso cerco’ di affondare la Liberty perche’ temeva che la nave
spia americana avesse monitorato le comunicazioni mediante cui i generali israeliani
adescarono Siria e Giordania nella guerra del 1967, e avesse visto i crimini di guerra commessi
nel Sinai contro i prigionieri egiziani. Nessuno di questi paesi ha mai bombardato Israele, se si
escludono alcuni Scud lanciati dall’Iraq durante la prima Guerra del Golfo e che, peraltro, non
ebbero alcuna conseguenza.

ISRAELE VUOLE LA PACE CON I PALESTINESI E LE SUE GENEROSE OFFERTE
VENGONO OGNI VOLTA RIFIUTATE

E’ Israele ad aver fatto naufragare qualsiasi cosiddetto “accordo di pace”. Gli originali Accordi
di Camp David, durante l’amministrazione Carter, con i quali il Sinai fu restituito all’Egitto,
avrebbero dovuto mettere fine alla politica di insediamento coloniale israeliano in Cisgiordania.
Da allora, invece, migliaia di nuove colonie sono state costruite.
La cosiddetta “generosa offerta” di Barak, due anni fa, ha cominciato a vivere di vita propria
come modo standard di giudicare la “follia palestinese”. La verita’ di questa “generosa offerta”,
tra l’altro mai messa per iscritto, puo’ essere sintetizzata come segue:
a) Negava ai palestinesi il controllo sulle proprie frontiere, spazio aereo e risorse idriche
mentre legittimava ed espandeva le colonie illegali israeliane.
b) Dava un ritocco cosmetico all’occupazione militare, mantenendo a “tempo indeterminato” gli
avamposti militari per proteggere le colonie.
c) Richiedeva l’annessione di quasi il 9% dei Territori Occupati in cambio di solo l’1%
dell’attuale territorio d’Israele e un aggiuntivo 10% dei Territori Occupati sotto forma di “affitto
a lungo termine”.
d) Divideva la Palestina in quattro cantoni separati e accerchiati: Cisgiordania del Nord, del
Sud e Centrale e Gaza, obbligando al controllo israeliano il movimento di popolazione e merci
all’interno del paese.
Questa e’ la “generosa offerta”, che nessun leader palestinese sano di mente poteva accettare.

I PALESTINESI NON RICONOSCONO IL DIRITTO DI ISRAELE AD ESISTERE

I palestinesi fecero questo passo nel 1988 e lo ribadirono in diverse altre occasioni, inclusa
Madrid nel 1991 e Oslo nel 1993. Israele non ha ancora riconosciuto il diritto dei palestinesi.

NON E’ RAGIONEVOLE INSISTERE SUL DIRITTO AL RITORNO DEI PALESTINESI,
POICHE’ ESSO METTEREBBE IN PERICOLO LA SICUREZZA DI ISRAELE

E’ sorprendente che ebrei di tutto il mondo, che non hanno alcun legame ne’ geografico ne’
ancestrale con la Palestina, abbiano “ereditato” il “diritto al ritorno”, mentre i palestinesi, che
hanno legami fisici, storici e ancestrali con la terra da migliaia di anni, non abbiano tale diritto.
Il problema dei profughi palestinesi non e’ mai stato discusso a Camp David perche’ Barak
dichiaro’ che Israele non aveva alcuna responsabilita’ ne’ nei confronti dei profughi, ne’ della
legge internazionale, ne’ delle Risoluzioni ONU.

I PALESTINESI NON VOGLIONO LA PACE

I palestinesi hanno sempre dichiarato di accettare una soluzione basata sul rispetto della legge
internazionale e sulle Risoluzioni ONU 242 e 338. Israele no.

IL GOVERNO ISRAELIANO VUOLE LA PACE

Il partito Likud, di cui Sharon e’ il leader, non ha mai nascosto la sua piattaforma politica: no
ad uno stato palestinese; rafforzamento degli insediamenti coloniali in Cisgiordania e Gaza;
mantenimento del controllo israeliano sulle risorse idriche in Cisgiordania; confine orientale di
Israele da ritenersi il fiume Giordano; Gerusalemme capitale “indivisa” di Israele. Cosa resta ai
palestinesi?

I PALESTINESI SONO UN POPOLO DI TERRORISTI

E’ stato invece Israele ad introdurre il terrorismo in Medioriente. Negli scritti di Menahem
Begin, egli racconta di come i palestinesi furono “etnicamente ripuliti” mediante azioni di
terrorismo, le quali permisero ad Israele di conquistare circa il 40% di territorio in piu’ di
quanto consigliato dal “piano di partizione” dell’ONU.Israele vorrebbe farci credere che attivita’ sponsorizzate dallo stato, quali assassinii,
demolizioni di case, confisca di proprieta’, deportazioni di massa e miriadi di altre umilianti
violazioni dei diritti umani siano legali e giustificabili come auto-difesa. La resistenza a questi
crimini, ovviamente, e’ terrorismo

L’IDEA CHE GLI EBREI CONTROLLINO I MEDIA NON E’ CHE UN’ ALTRA
MANIFESTAZIONE DI ANTI-SEMITISMO

Sembra che alcuni membri della comunita’ ebraica stiano cercando di perpetuare il mito dei
media. Lo scorso anno, il colosso dei media CanWest Global Communications Corp., posseduta
da Israel Asper e famiglia, annuncio’ che, dal 12 dicembre 2001, non uno ma tre editoriali a
settimana sarebbero stati scritti nei Quartieri Generali della corporazione a Winnipeg, ed
imposti a 14 giornali, inclusi il Vancouver Sun and province, il Calgary Herald ed il Montreal
Gazette. CanWest possiede inoltre il 50% del quotidiano nazionale National Post, soggetto
anch’esso alle nuove direttive.
Inoltre, in aggiunta agli editoriali imposti, tutti gli articoli della colonna dell’editoriale sarebbero
stati obbligati a riflettere il punto di vista della CanWest Global Corporation. CanWest lo scorso
anno divenne la piu’ importante catena di quotidiani con l’acquisto della Southam News Inc.,
con cui ottenne il possesso di 14 quotidiani metropolitani e 128 quotidiani locali in tutto il
paese.
La storia venne alla luce nel programma radiofonico Canadian Broadcasting Corporation’s As It
Happens. Bill Marsden, un reporter investigativo del Montreal Gazette, affermo’ che il suo
editore aveva detto che la CanWest era “molto sensibile” al contenuto editoriale. Marsden
spiego’, parafrasando le direttive, che “cio’ equivale a dire: niente critiche ad Israele. Nel
nostro giornale non pubblichiamo articoli che esprimano critiche verso Israele e cio’ che sta
facendo in Medioriente. Non abbiamo il dibattito libero che dovrebbe esserci su queste
questioni”.
A cio’ si aggiunga la dichiarazione di Sharon alla Knesset riguardo le preoccupazioni
americane: “Noi possediamo le banche ed i media. Senza di noi sono un popolo di stupidi”.
Sembra che questo stereotipo abbia alcuni forti sponsors ebraici.

LA RESPONSABILITA’ DEI PALESTINESI RICADE SUI LORO FRATELLI ARABI

Questo e’ un tema caro ai “fachi” israeliani, che intendono con cio’ trasferire ai loro vicini il
problema che essi hanno creato. Gli “arabi” ed i “palestinesi” non sono un’entita’ indistinta,
come questi falchi amano credere. La lingua e la religione comuni non definisce dei gruppi
etnici o nazionali. E’ solo un altro tentativo di far apparire gli israeliani come la vittima, un
popolo assediato sotto la minaccia di essere sopraffatto da orde di arabi-musulmani. Quando
Israele si insedio’ in Palestina, nel 1948, si stima che quasi il 35% della popolazione
palestinese fosse cristiana. Moltissimi tra essi sono stati scacciati o hanno preferito andarsene
piuttosto che finire sotto occupazione.
Persino adesso, se dobbiamo credere ai sondaggi, gli israeliani approvano il “transfer”
(eufemismo per pulizia etnica) dei palestinesi dai Territori occupati. L’avidita’ di territorio e’ al
picco massimo tra i membri ed i seguaci del Likud, come puo’ testimoniare la terribile offensiva
contro la popolazione indigena. Per quale altro motivo, se non per forzare un popolo a lasciare
la sua terra, Israele dovrebbe demolire case, sradicare orti, sparare e terrorizzare civili
innocenti, privare i vecchi, i feriti ed i malati delle cure mediche, distruggere le infrastrutture
dell’Autorita’ palestinese, schiacciare ogni automobile sotto le ruote dei carrarmati, colpire e
distruggere le ambulanze?

ISRAELE E’ L’UNICA DEMOCRAZIA DEL MEDIORIENTE

Gli apologeti di Israele amano strombazzare la nozione secondo cui Israele e’ circondato da
regimi repressivi, mentre esso e’ un chiaro esempio di democrazia in movimento. Il test reale di una democrazia resta l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte allo stato. In realta’, in questa
supposta democrazia, oltre un milione di israelo-palestinesi costituiscono una vasta sottoclasse
di cittadini di seconda categoria.
Essi sono discriminati dalla loro controparte ebraica in svariati modi: negazione dei permessi di
costruzione, di possesso della terra, documenti di identificazione speciali, discriminazioni
nell’impiego e nel movimento, etc. Elezioni libere non significano democrazia, poiche’, se
questa e’ la misura, Turchia e Libano si qualificano ottimamente come democrazie. Al
massimo, Israele e’ una teocrazia, una nazione basata sul concetto di “ebraicita’ “, un concetto
che, ovviamente, cozza contro i principi democratici.
Questo e’ il caso contro i propagandisti israeliani e le loro coorti. Non e’ ne’ complicato ne’
complesso. Israele ha dipinto una trama di paura ed odio in Medioriente, descrivendo se’
stesso come la vittima ed i palestinesi come terroristi, invece che come popolo dispossessato.
Dai giornali e dagli spettacoli op-ed in TV, i quali ripetono pappagallescamente variazioni dei
miti che abbiamo riportato, si capisce che, negli USA, la grande bugia e’ viva e gode di ottima
salute.

traduzione a cura di www.arabcomint.com
YellowTimes.org

thanks to: Raff Ellis

YellowTimes.org

www.arabcomint.com

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