La propaganda israeloamericana non si smentisce: folli, sempre folli, fortissimamente folli.

Dopo le lettere propagandistiche inviate alla rivista medica internazionale The Lancet da parte di fantomatici accademici ebrei sionisti, israeliani, statunitensi e canadesi, farneticando false accuse di mancata imparzialità tra morti palestinesi e carnefici israeliani da parte della stessa, gli “eletti” ci riprovano.

L’illustre rivista, rea di aver pubblicato una lettera aperta a firma della prof.ssa Paola Manduca ed altri che condanna i massacri e gli attacchi indiscriminati contro la popolazione civile, il personale e le strutture sanitarie della Striscia di Gaza da parte di Israele e condanna la mancanza di solidarietà da parte della stragrande maggioranza degli accademici israeliani è stata bersagliata da innumerevoli critiche, minacce e addirittura attacchi personali all’editore Richard Horton.

Non soddisfatti gli “hasbariti” hanno cominciato ad usare il tipo di propaganda più odioso, quello della falsa empatia.

In quest’articolo di Daphna Canetti, Brian J Hall, Talya Greene, Jeremy C Kane e Stevan E Hobfoll, gli autori denunciano gli effetti “dell’escalation tra Hamas ed Israele” come causa di disturbi psichici tra “gli israeliani e i palestinesi”, in particolar modo il PTSD. Cercando di addossare le cause del conflitto in corso alla fragile stabilità psichica dei contendenti e tentando di attribuire la mancanza di accordo tra i negoziatori a distress psicologico.

Sono dunque pazzi questi ebrei?

Anche i nazisti vengono definiti “pazzi” in questi giorni.

Sarà forse un modo per stigmatizzare la folle e disumana crudeltà mostrata durante massacri di uguale gravità come Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Fosse Ardeatine e Striscia di Gaza? E’ difficile credere che degli esseri umani siano capaci di colpire a morte delle creature innocenti come quelle che in queste ore vengono ammazzate a migliaia nella martoriata Gaza.

Ma se pensiamo al moto martellante con il quale i soldati israeliani e i loro sostenitori vengono bersagliati dalla propaganda sionista non riesce difficile credere che c’è chi gioisca alla morte dei bambini palestinesi.

Ed ogni strumento è utile alla causa sionista pur di affermare il falso. Anche la mielosa compassione mostrata nei confronti dei palestinesi dagli autori dell’articolo su citato. “I civili palestinesi ed israeliani, esposti a violenza politica, nell’attuale conflitto, sono ad elevato rischio di sviluppare disordine post traumatico da stress e depressione maggiore, due disordini mentali che occorrono comunemente in seguito all’esposizione a violenza politica” sostengono. Ma si tratta solo di un trucco per paragonare le vittime palestinesi alle presunte vittime israeliane.

Goebbels diceva che una bugia ripetuta cento, mille, un milione di volte diventa una verità.

Quali vittime israeliane?

Sono proprio “pazzi” questi ebrei.

 

 

 

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