Veolia se ne sta andando da Israele

Veolia, la più grande compagnia di privatizzazione di servizi idrici in Europa, sta svendendo i suoi business riguardanti la gestione dell’acqua, dei rifiuti e dell’energia in Israele, ed intende fare un passo indietro dal paese come “mercato d’affari.”

La notizia è un grande incoraggiamento per gli attivisti del movimento globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), che hanno preso di mira la multinazionale francese per i suoi legami con gli insediamenti illegali israeliani e le loro relative infrastrutture nella Cisgiordania occupata. Secondo alcuni report di metà Luglio, Veolia ha deciso di vendere le sue attività in Israele a “fondi gestiti dalla Oaktree Capital Management LP,” abbassando così il debito della compagnia a 341 milioni di $. La vendita include il 50% della partecipazione della compagnia francese nell’impianto di desalinizzazione di Ashkelon.

Veolia ha descritto il disinvestimento come parte di una strategia per concentrare i propri sforzi in “opportunità a bisogno minore di capitale.” Un portavoce della compagnia ha riferito a Global Water Intelligence “che le proprietà israeliane saranno vendute come attività pienamente operative, piuttosto che come collezione di beni, e che Veolia farebbe un passo indietro da Israele come “mercato d’affari”.

La portavoce parigina di Veolia Sandrine Guendoul mi ha confermato che “il disinvestimento dovrebbe essere chiuso e completato entro la fine dell’anno,” poichè è richiesta l’approvazione “dalle autorità sulla competizione israeliane.”

Veolia rimane tuttavia complice del Consorzio City Pass che gestisce il sistema di Metropolitana Leggera di Gerusalemme (JLR), che collega Gerusalemme Ovest con gli insediamenti illegali a Gerusalemme Est e nella Cisgiordania occupata (ed è stata il bersaglio di alcuni manifestanti palestinesi arrabbiati all’inizio di quest’anno).

Partecipazione finanziaria e operativa di Veolia nel City Pass è stata precedentemente trasferita a Transdev, una joint venture 50-50 tra Veolia e Caisse des Dépôts. Guendoul mi ha riferito che Veolia “ha iniziato a disimpegnarsi completamente dall’attività di trasporto e a vendere la sua quota di Transdev “come parte di “un piano di dismissione più ampio avviato e portato avanti nel 2011”

Il coinvolgimento di Veolia nella JLR è stato oggetto di grandi proteste contro la compagnia. Gli attivisti hanno puntato la compagnia facendole perdere contratti per un valore di miliardi di dollari. Già nel 2010, un funzionario anonimo di Veolia riferì all’AFP che la JRL aveva fatto guadagnare alla compagnia “minacce di boicottaggio” e “ci ha fatto perdere importanti contratti.”

Nel 2012, l’Amministratore Delegato di Veolia Israele Arnon Fishbein ammise che “molte persone all’interno del gruppo” credevano che “la compagnia perse molti contratti a causa di questo progetto [la JLR]”. Entro la fine del 2013, Veolia aveva già venduto tutte le sue linee bus degli insediamenti, offrendo così un’ulteriore conferma del ruolo che la pressione [BDS, ndt] ha nelle decisioni della compagnia.

Gli attivisti in solidarietà con la Palestina si stanno così chiedendo se gli sviluppi di quest’estate rappresentino “l’inizio della fine” e il successo finale della campagna internazionale ‘Dump Veolia‘, che include campagne concentrate sulle autorità locali e basate sui campus universitari, così come iniziative mirate al disinvestimento.

“Grazie alle instancabile ed appassionate campagne di sindacati, chiese, ONG ed attivisti di tutto il mondo, che sono costate a Veolia miliardi di dollari, l’azienda ha chiaramente cominciato a rendersi conto che la campagna BDS contro i suoi affari in Israele crea più problemi di quanto valgano,” ha commentato Mahmoud Nawajaa, coordinatore del Comitato Nazionale Palestinese per il BDS.

Nawajaa ha sottolineato come la vendita non sia ancora stata confermata, e come con il coinvolgimento di Veolia nelle attività della JLR che rimane attivo, “la campagna contro Veolia deve continuare finchè non terminerà tutti gli aspetti del suo coinvolgimento nei progetti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati.”

Ben White

Fonte: middleeastmonitor.com
Traduzione: BDS Italia

thanks to: palestinarossa

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