Lacrime, devastazione: ecco il rientro a scuola dei bambini di Gaza

17/9/2014

10365850_10153178708080760_139713264181760818_nGaza-AFP. Mentre centinaia di migliaia di bambini palestinesi ritornavano a scuola domenica scorsa, Azhar recitava una poesia per ricordare suo padre, ucciso dai bombardamenti israeliani durante il recente conflitto contro la Striscia di Gaza.

“Papà, cosa posso dirti, se ti dico che ti amo non è abbastanza”, la bambina di nove anni, che sta per cominciare il quarto anno, ha letto la poesia davanti alla classe affollata di compagni in lacrime.

“Oggi è il primo giorno di scuola, quindi anche se il mio papà è morto martire in guerra – sono felice”, ha dichiarato all’AFP con un sorriso.

Azhar, i suoi compagni e un altro mezzo milione di bambini di Gaza sono tornati a scuola con tre settimane di ritardo a causa del conflitto durato 50 giorni che ha devastato l’enclave, lasciando più di 2.140 Palestinesi uccisi.

Quest’anno il ritorno in classe, hanno affermato insegnanti e presidi, si concentrerà prima di tutto nel trattare il dramma emotivo che molti bambini stanno ancora soffrendo.

“Abbiamo ascoltato le loro esperienze durante le vacanze (estive): alcune storie ci hanno fatto ridere, altre ci hanno fatto piangere. Noi li incoraggiamo a parlarne il più possibile”, ha affermato l’insegnante di Azhar, Rima Abu Khatla.

Tamer Jundiyeh, il padre di Azhar, è stato ucciso durante un bombardamento aereo nel quartiere di Shujaiyeh, lasciando orfani lei ed altri cinque fratelli più giovani.

“Ho paura che la guerra ricominci di nuovo”, ha detto all’AFP, mentre le tornavano alla mente i missili lanciati dagli aerei israeliani che hanno colpito la sua casa ed ucciso suo padre.

La compagna di classe di Azhar, Isra, è traumatizzata mentre parla del raid israeliano che ha ucciso suo nonno e sua zia.

“I martiri ed i feriti stavano morendo davanti a noi, eravamo molto impauriti”, ha affermato la bambina di nove anni all’AFP, “mio nonno e mia zia Layla sono stati uccisi, li ho visti nella nostra casa”.

Un’altra compagna, Doa, ha perso l’uniforme scolastica dopo che la sua casa è stata distrutta e si è presentata in classe con vestiti normali.

“Abbiamo abbandonato la nostra casa quando è stata bombardata e quando siamo tornati era stata distrutta”, da dichiarato all’AFP.

24 scuole distrutte

L’agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti ai rifugiati Palestinesi (UNRWA), che possiede 245 scuole a Gaza, ha fornito formazione specializzata agli insegnanti, stimando che circa 373.000 bambini di Gaza avranno “bisogno di supporto psico-sociale diretto e specializzato” durante questo anno scolastico.

L’ultimo conflitto contro Israele, iniziato l’8 luglio, è stato il peggiore da quando, nel 2005, Israele si è ritirato dai territori occupati, e ha causato la morte di più di 500 bambini, secondo i dati delle Nazioni Unite.

Migliaia di strutture, incluse le scuole, sono state rase al suolo dai bombardamenti.

Samia al-Zaalane, il preside della scuola di Shujaiyeh frequentata da Azhar, ha detto che molti studenti hanno dovuto essere trasferiti nella sua scuola, dove nove delle 18 classi sono state completamente distrutte.

“Abbiamo dovuto unire le classi – invece di 35 scolari per classe, ora ne abbiamo 60”, ha dichiarato all’AFP.

Il ministro dell’educazione di Gaza ha affermato che 24 scuole sono state distrutte dai bombardamenti israeliani, assieme ad altre 190 parzialmente danneggiate nell’enclave impoverita, dove quasi il 45% della popolazione di 1,8 milioni di abitanti ha meno di 14 anni.

Il gruppo israeliano per i diritti, Gisha, ha affermato che prima della guerra a Gaza mancavano già 259 scuole, in parte a causa delle restrizioni imposte da Israele sulla consegna del materiale da costruzione.

Ed anche se l’anno scolastico sta iniziando, circa 65.000 Palestinesi stanno vivendo ancora nelle scuole dell’UNRWA dove si erano rifugiati per scappare ai bombardamenti che hanno distrutto 20.000 case, con soluzione abitative alternative molto lente ad arrivare.

Traduzione di Aisha Tiziana Bravi

thanks to: Infopal

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