La vocazione genocidiaria di Israele

a cura di ISM-Italia, Torino, 16 settembre 2014

Benny Morris

Uno Stato ebraico non poteva nascere senza lo sradicamento di 700.000 palestinesi. Perciò era necessario farlo. Non vi era altra scelta che espellere quella popolazione. Se il desiderio di fondare qui uno Stato ebraico è legittimo, non c’era altra scelta…la necessità di costituire questo Stato in questo posto metteva in secondo piano l’ingiustizia compiuta nei confronti dei palestinesi sradicandoli.

L’intero progetto sionista è apocalittico. È circondato da vicini ostili e in un certo senso la sua esistenza è contro ragione. Non era ragionevole che riuscisse nel 1881 e non era ragionevole che si affermasse nel 1948 e non è ragionevole che abbia successo oggi.
“Survival of the Fittest? An Interview with Benny Morris By Ari Shavit, Haaretz, 8 gennaio 2004

Moshe Dayan Siamo una generazione di coloni

Il sionismo è un movimento coloniale di insediamento (settler-colonialism)
Non lanciamo oggi accuse agli assassini. Chi siamo noi per contestare il loro odio? Da otto anni vivono nei campi profughi di Gaza e noi, sotto i loro occhi, facciamo della terra e dei villaggi in cui loro e i loro antenati hanno vissuto la nostra patria.
Siamo una generazione di coloni e senza l’elmetto e il cannone non possiamo piantare un albero e costruire una casa. Non arretriamo quando vediamo l’odio crescere e riempire la vita di centinaia di migliaia di arabi, che sono intorno a noi. Non distogliamo lo sguardo, affinché la nostra mano non sbagli. Questo è il destino della nostra generazione, la nostra scelta di vita: essere pronti e armati, forti e duri, altrimenti la spada ci sfuggirebbe di mano e la nostra vita avrebbe termine.

Lord Arthur Balfour (autore della nota dichiarazione Balfour, 1917)

Il sionismo, giusto o sbagliato, buono o cattivo che sia, è radicato in tradizioni risalenti a tempi lontani, in azioni odierne, in speranze future, di rilevanza assai più cospicua dei desideri e dei pregiudizi dei 700.000 arabi che adesso abitano quella terra antica.

Arnon Soffer che rivendica il merito di aver deciso il tracciato del Muro

Innanzitutto il muro non è costruito come quello di Berlino. È un muro che noi possiamo controllare anche dall’altra parte. Invece di entrare a Gaza, come abbiamo fatto la scorsa settimana, noi diremo ai palestinesi che se un solo missile è lanciato oltre il muro, noi ne lanceremo 10 in risposta. Donne e bambini saranno uccisi e case saranno distrutte. Dopo il quinto incidente di questo tipo, le madri palestinesi non permetteranno ai loro mariti di lanciare Qassam, perché sapranno che cosa li aspetta.

Inoltre se 1,5 milioni di persone vivono a Gaza, chiuse dentro, diventerà una catastrofe umana.
Quelle persone diventeranno animali più di quanto lo sono oggi, con l’aiuto di un Islam fondamentalista demente. La pressione alla frontiera sarà terribile. Sarà una guerra terribile. Se vorremo rimanere vivi, noi dovremo uccidere, uccidere e uccidere. Tutti i giorni, ogni giorno.

Le opinioni del rabbino capo di Safed, Shmuel Eliyahu, su Gaza

Se non si fermano dopo che noi ne abbiamo uccisi 100, allora dobbiamo ucciderne mille, e se non si fermano dopo mille allora dobbiamo ucciderne 10.000. E se ancora non si fermano dobbiamo ucciderne 100.000, e anche un milione. Dobbiamo fare qualsiasi cosa per farli smettere. http://www.jpost.com/Israel/Article.aspx?id=63137 , 30 maggio 2007

Le opinioni di Moshe Feiglin, portavoce della Knesset

He was appointed to his current high position by Netanyahu
a) The IDF [Israeli army] shall designate certain open areas on the Sinai border, adjacent to the sea, in which the civilian population will be concentrated, far from the built-up areas that are used for launches and tunneling. In these areas, tent encampments will be established, until relevant emigration destinations are determined. The supply of electricity and water to the formerly populated areas will be disconnected.
b) The formerly populated areas will be shelled with maximum fire power. The entire civilian and military infrastructure of Hamas, its means of communication and of logistics, will be destroyed entirely, down to their foundations.
c) The IDF will divide the Gaza Strip laterally and crosswise, significantly expand the corridors, occupy commanding positions, and exterminate nests of resistance, in the event that any should remain.
You read that right. There will be temporary “camps” where the Gaza population will be “concentrated”; they will be expelled with subsidies; basic supplies of water and electricity will be cut off for those who remain. The war-time ethics he recommends are: “Woe to the evildoer, and woe to his neighbor.” He backs the “annihiliation” of Hamas and all their supporters. His strategic goal is to “turn Gaza into Jaffa, a flourishing Israeli city with a minimum number of hostile civilians.” (Modern Jaffa, of course, was built on the ethnic cleansing of most of its Palestinian inhabitants in 1948.)

Le opinioni di Ovadia Yosef

His recent passing was met with flattering memorials both in Israel and the US, are legendary. The former Chief Rabbi of Israel and spiritual leader of many Middle Eastern Jews, said, among other things, that Palestinians “should perish from the world” and that

“it is forbidden to be merciful to them”;
of non-Jews in general, he declared that

“Goyim were born only to serve us.”
Despite comments like these, his funeral last October was the largest in the country’s history, with 800,000 Israelis attending.

Le opinioni di Rabbi Noam Perel

In the past month, Rabbi Noam Perel, head of Bnei Akiva, the largest Jewish religious youth group in the world, called for the mass-murder of Palestinians and for their foreskins to be scalped and brought back as trophies, alluding to an episode in the Book of Samuel; and a Jerusalem city councillor, in charge of security, encouraged a crowd to mimic the Biblical character of Phineas (Pinchas in Hebrew), who murdered a fellow Israelite and his Midianite lover for the “crime” of miscegenation…

Le opinioni di Giora Eiland

Today, the former head of Israel’s National Security Council, Giora Eiland, called for treating all Gazans, including women, as enemy combatants:

We are seeing now that despite the IDF’s impressive fighting, despite the absolute military supremacy, we are in a sort of “strategic tie.” What would have been the right thing to do? We should have declared war against the state of Gaza (rather than against the Hamas organization), and in a war as in a war. The moment it begins, the right thing to do is to shut down the crossings, prevent the entry of any goods, including food, and definitely prevent the supply of gas and electricity … why should Gaza’s residents suffer? Well, they are to blame for this situation just like Germany’s residents were to blame for electing Hitler as their leader and paid a heavy price for that, and rightfully so.

thanks to: ISM Italia

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