L’economia israeliana peggiora sempre di più

Le ripercussioni economiche su Israele di “Margine Protettivo” 

Isra

Cavel Ben David*      Haaretz

Roma, 3 ottobre 2014, Nena News – Alla fabbrica di Askelon del produttore israeliano di materassi Polydor il suono delle sirene provocato dal lancio di razzi da parte dei miliziani dalla Striscia di Gaza, a soli 8 km a sud, sta facendo pagare il suo prezzo.

Invece di produrre 100 materassi, ne facciamo 50 o 60, dovendo scappare cinque o sei volte al giorno nei rifugi” dice il responsabile del marketing Alon Zimmermann. A causa di ciò, le vendite sono scese di un terzo in luglio rispetto allo stesso mese del 2013, una caduta che, secondo Zimmermann, ci vorrà un anno per recuperare.

Mentre le attività economiche nei pressi di Gaza sono le più colpite dalla battaglia di Israele contro Hamas e altri gruppi di miliziani palestinesi, la lotta ha anche scoraggiato i turisti e intaccato la la spesa dei consumatori a livello nazionale. Un indicatore che misura il clima tra i responsabili degli acquisti societari ha mostrato una contrazione delle attività economiche in luglio per il secondo mese consecutivo.

A differenza di precedenti conflitti con Hamas o Hezbollah, il gruppo armato libanese, Israele ha iniziato la lotta a Gaza in un contesto economico già debole: la crescita è rallentata nel secondo trimestre mentre le esportazioni sono crollate a causa di uno shekel forte.

La Banca Centrale di Israele, presieduta dal governatore Karnit Flug, oggi ha ridotto il tasso di interesse medio da un quarto di punto a uno 0,25% senza precedenti, il secondo taglio imprevisto consecutivo. In un sondaggio di Bloomberg tutti i ventuno economisti [interpellati] avevano previsto che la banca avrebbe mantenuto il tasso invariato dopo aver operato un taglio imprevisto lo scorso mese. In quella decisione la Banca Centrale ha affermato che precedenti conflitti militari delle stesse dimensioni delle operazioni contro Gaza avevano ridotto di circa mezzo punto percentuale il prodotto interno.

1.“Relativamente lungo”

I dati sull’attività economica reale reperibili questo mese indicano una riduzione della crescita economica già prima” che iniziassero le operazioni a Gaza, ha detto oggi la Banca Centrale. “I primi indicatori di luglio segnalano un’ulteriore riduzione dovuta alle operazioni [militari], parte della quale, in primo luogo quella relativa al turismo, probabilmente durerà per un tempo relativamente lungo.”

Non siamo entrati in questa guerra in condizioni molto buone”, ha detto Ori Greenfeld, responsabile economico dell’Agenzia di investimenti Psagot a Tel Aviv “per cui il recupero ci metterà probabilmente più tempo di quanto è avvenuto in passato, e ne vedremo gli effetti verso la fine di quest’anno, e probabilmente nel 2015”La crescita è rallentata nel secondo trimestre al 1,7%, dal 2,8% di quello precedente, mentre le esportazioni, che rappresentano circa un terzo dell’economia complessiva, sono cadute del 18%, in base ai dati ufficiali presentati il 17 agosto. Da allora l’indice Benchmark dei capitali netti è sceso dell’1,2%, rispetto alla stessa percentuale di incremento dell’indice mondiale.

2.Il turismo colpito

A complicare il compito di decisori politici ed esportatori è una moneta che ha mantenuto circa il livello dei tre anni precedenti da quando il conflitto di Gaza ha conosciuto un’escalation all’inizio di luglio. Lo shekel ha perso l’1% rispetto al dollaro alle 16,48 di oggi a Tel Aviv.[cioè del 25 agosto. N.d.tr.]

Dall’8 luglio gli attacchi israeliani a Gaza hanno ucciso più di 2.100 palestinesi, compresi centinaia di civili, in base a fonti ufficiali di Gaza. Dal lato israeliano 68 persone sono state uccise, tutti soldati tranne quattro, mentre una serie di tregue sono fallite a causa del lancio di razzi dei miliziani e degli attacchi aerei israeliani.

Il turismo, che pesa per circa il 7% dell’economia israeliana, è stato tra le attività economiche più duramente colpite. Il numero di visitatori è sceso in luglio del 26% rispetto all’anno precedente. Il conflitto è costato all’industria turistica almeno 566 milioni di dollari, in base ai dati del ministero del Turismo.

Rafi Gozlan, direttore dell’ Israel Brokerage & Investments-IBI Ltd, ha affermato che si aspetta una contrazione della produzione tra l’1,5 e il 2% nel terzo trimestre.

3. La guerra contro Hezbollah

Ciò che è stato pubblicato a proposito di luglio è molto evocativo” della guerra del luglio 2006 contro Hezbollah, ha affermato in un’intervista telefonica la scorsa settimana. L’economia subì una contrazione dell’1,4% nel terzo trimestre del 2006. Sia Hamas che Hezbollah sono state classificate come organizzazioni terroristiche dagli Usa e da Israele.

L’Indice israeliano dei Responsabili degli Acquisti pubblicato dalla banca Hapoalim (POLI) è sceso da 55,6 [valore] di maggio a 48,9 [dato] di giugno. Il mese scorso è sceso ancora a 46,8, ha affermato la banca, il maggiore operatore di prestiti ipotecari.

Noi valutiamo che l’attività economica sta vivendo una specie di contrazione, che è iniziata prima delle operazioni a Gaza” ha affermato la banca il 18 agosto. “Questa contrazione sarà più pronunciata nell’attuale trimestre, benché ci potrebbe essere un certo rimbalzo appena cesseranno le ostilità.”

In base alle stime degli economisti di Bloomberg, l’economia dovrebbe comunque crescere del 3,3% quest’anno, con una piccola differenza rispetto al 2013, in confronto all’1,75% delle dieci economie più sviluppate del pianeta. Negli ultimi quattro anni la crescita economica di Israele ha superato quella degli USA e dell’Euro zona.

4. Aiuti governativi

Il continuo sconvolgimento della vita quotidiana provocato dal lancio di razzi ha avuto i maggiori effetti sugli affari nella zona ai confini con Gaza. In base a un sondaggio realizzato dalla sede israeliana di Dun & Bradstreet (DNB)[agenzia nordamericana di informazioni e intermediazione finanziaria. N.d. Tr.], circa il 20% delle attività economiche nel Sud sono ora a rischio di chiusura, in quanto la loro situazione è stata aggravata dal conflitto a Gaza.

Le industrie hanno sollecitato la Banca Centrale a tagliare i tassi di base a zero e comprare abbastanza dollari da far scendere lo shekel alla quotazione di 3,8 per un dollaro.

Stanno inoltre aumentando le richieste al governo perché aumenti gli aiuti. Il ministero delle Finanze ha affermato che ci saranno riduzioni fiscali per le attività economiche entro i 40 km da Gaza, in linea con le attuali direttive.

Secondo Zimmermann, della ditta Polidor, non saranno sufficienti:” Qui le imprese sono state molto colpite, ed hanno dovuto investire molto in misure di sicurezza” ha detto. “Il governo dovrebbe proprio fare di più”. Nena News 

*(Traduzione di Amedeo Rossi). Articolo del 24/8/2014

thanks to: Nena News

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.