La fabbrica del falso israeliana e la militarizzazione sionista della cultura

Indice

  • The Israeli Brand
  • Una immagine da capovolgere utilizzando gli “ambasciatori culturali”
  • Antisemitismo: una forma di esorcismo
  • Perchè a Gaza è in corso un genocidio
  • Il caso esemplare della Kibbutz Contemporary Dance Company
  • Un premio per l’arte ‘orientata al sionismo’
  • Il caso Noa
  • La vocazione genocidario di Israele
  • Haaretz 2008/07/27 Sul contratto tra gli intellettuali israeliani e il loro ministero degli
    esteri di Yitzhak Laor
  • Haaretz 2006/08/11 by Tom Segev Someone to fight with – Qualcuno contro cui combattere
  • Haaretz2007/08/06 L’immaginazione letteraria aiuta le pubbliche relazioni di Shiri Lev-Ari
  • Il manifesto 2008/02/07 Una intervista di Michelangelo Cocco al poeta israeliano Aharon
    Shabtai
  • Due poesie di Aharon Shabtai, Cultura e Se mi chiedete…
  • Come la fabbrica del falso israeliana trasforma una ignobile razzista in una infame
    pacifista Il caso Noa
  • NOA e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia per Expo 2015

Per ulteriori informazioni sulla fabbrica del falso israeliana vedi all’indirizzo
www.ism-italia.org/?p=4090:

Dossier ism italia 2008 02 la fabbrica del falso il caso israeliano la militarizzazione della
cultura edizione 2
ISM-Italia,
Torino, 24 settembre 2014
www.ism-italia.org, info@ism-italia.org

 

File in formato .PDF

L’operazione Protective Edge ha provocato tra la popolazione di Gaza:
2.168 morti
dei quali 1662 civili
tra i morti civili 519 bambini e 297 donne
e circa 11.000 feriti.

Nessuno degli artisti israeliani invitati a settembre musica e torino danza:
Avishai Cohen, Nitai Hershkovits, Daniel Dor
Omri Mor
Noa, Ilan Mochiach, Gil Dor
il coreografo Rami Be’er
i danzatori/trici della Kibbutz Contemporary Dance Company,

ha condannato i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità che i governi israeliani, con l’impunità assicurata dal mondo occidentale (e dai paesi arabi “moderati”), continuano a commettere.
Nessuno ha manifestato la minima indignazione durante l’operazione Margine di Protezione.
Anche le mani degli artisti israeliani che non si sono dissociati da questi crimini grondano sangue. Sono complici dei crimini di guerra del loro governo.

 

thanks to: ISM Italia

 

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