Sodastream annuncia la chiusura della sua fabbrica nella colonia di Maale Adumim

di BDS Italia

 

A seguito di un’intensa campagna internazionale, il produttore israeliano di gasatori per l’acqua dal rubinetto Sodastream ha annunciato la chiusura della sua principale fabbrica di produzione nella colonia illegale di Maale Adumim. L’efficacia del boicottaggio si vede nel prezzo delle azioni Sodastream che continua a crollare e nella decisione della catena statunitense di grandi magazzini Macy’s che interrompe la vendita dei prodotti Sodastream.

 

Di seguito il comunicato degli attivisti BDS.

 

 

Comunicato del Comitato nazionale palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni,

 

SodaStream ha annunciato oggi che intende trasferire altrove la sua fabbrica principale sita un in insediamento israeliano illegale.

 

In risposta alla notizia, Rafeef Ziadah, una dei portavoce del Comitato nazionale palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni, l’ampia coalizione di organizzazioni della società civile palestinese che lavora per sostenere il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), ha affermato:

 

L’annuncio di Sodastream di oggi dimostra che la campagna per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) è sempre più in grado di chiamare a rispondere le aziende incriminate delle loro responsabilità nella partecipazione all’apartheid e al colonialismo israeliani.

 

Le campagne di pressione messe in atto da BDS hanno costretto i rivenditori di tutta Europa e del Nord America a cessare le vendite di SodaStream e il valore delle azioni della società è precipitato negli ultimi mesi a seguito del danno di immagine crescente arrecato al marchio SodaStream dal nostro movimento.

 

Anche se questa annunciata chiusura andrà avanti, SodaStream rimane implicata nell’espulsione dei palestinesi. Il suo nuovo stabilimento a Lehavim infatti è vicino a Rahat, una township creata da Israele nel deserto del Naqab (Negev), dove i beduini palestinesi sono stati trasferiti contro la loro volontà. Sodastream, in qualità di beneficiario di questo piano, è complice di questa nuova violazione dei diritti umani.

 

Qualsiasi allusione al fatto che SodaStream dà lavoro per generosità ai palestinesi in un insediamento illegale israeliano su terra palestinese rubata è ridicola.

 

I lavoratori palestinesi sono pagati molto meno rispetto ai loro omologhi israeliani e SodaStream ha recentemente licenziato 60 palestinesi in seguito ad una disputa sul cibo per la rottura del digiuno del Ramadan. I lavoratori hanno detto in passato che sono trattati ‘come schiavi'”.

 

I palestinesi sono costretti a lavorare all’interno di insediamenti in condizioni inferiori agli standard, a causa della deliberata distruzione da parte di Israele dell’economia palestinese. C’è un urgente bisogno di creare posti di lavoro decenti e dignitosi all’interno dell’economia palestinese.

 

Tutti i principali sindacati palestinesi hanno chiesto il boicottaggio e fanno parte del Comitato Nazionale Palestinese per il BDS, la coalizione della società civile che guida il movimento BDS e che ha contribuito a iniziare la campagna contro SodaStream.

 

Fonte: BDS Movement

 

Traduzione di BDS Italia

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