Campagna di boicottaggio farmaceutico contro Teva, Ratiopharm e Dorom: un farmaco deve portare con sè un certo valore etico!

Teva Pharmaceutical Industries LTD. è una compagnia farmaceutica israeliana presente anche in Italia, insieme alle sue consociate Ratiopharm e Dorom, leader di mercato dei farmaci generici.

Come Teva trae vantaggio dall’occupazione dei Territori Palestinesi?

Come risultato del Protocollo di Parigi i farmaci venduti nel TPO, con l’eccezione di quelli fabbricati in loco, devono essere approvati in Israele. Al contrario, nonostante il carattere bilaterale del Pacchetto Doganale, i prodotti farmaceutici palestinesi non possono essere registrati in Israele per “motivi di sicurezza”. La “libera circolazione” delle merci, quindi, è unilaterale, da Israele al TPO, e gli standard sono fissati secondo gli interessi di Israele.

Il fatto che l’importazione di farmaci in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza sia consentita soltanto per i medicinali registrati in Israele implica che tutto il mercato arabo (tranne rari casi) è inaccessibile alla popolazione e all’industria farmaceutica palestinese. Il mercato palestinese non è quindi in grado di mantenere relazioni di importazione o di esportazione con i suoi mercati più vicini e naturali. Altri importanti prodotti farmaceutici cui è negato l’accesso nel TPO sono i farmaci generici a basso prezzo prodotti in gran parte in India, Cina e negli Stati della ex Unione Sovietica. Tale esclusione deriva dal fatto che i farmaci registrati in Israele sono principalmente importati dall’UE, Nord America e Australia.

Le società israeliane e le multinazionali farmaceutiche beneficiano della situazione sopra descritta in diversi modi. In primo luogo, dalle quattro imprese maggiori, originariamente israeliane (Teva, Perrigo Israele – ex Agis, Taro e Dexcel Pharma) a quelle piu’ piccole (come Trima), tutte le aziende israeliane hanno un facile accesso al mercato palestinese, senza grossi problemi alle dogane e ai checkpoint, come le operazioni di carico e scarico delle merci con cambio di camion ai posti di blocco; inoltre, non devono apportare modifiche a nessuno dei loro prodotti per venderli nel Territorio palestinese occupato. 

L’industria farmaceutica israeliana usa questa sua posizione privilegiata, dovuta all’aiuto del governo e alla occupazione militare del territorio palestinese, senza tuttavia ammetterlo.

Nella sua relazione del 2009 sulla responsabilità sociale, la multinazionale Teva ha dichiarato di aver aderito all’iniziativa globale per affermare i valori di responsabilità sociale e ambientale tra le imprese multinazionali. L’iniziativa comprende, tra le altre, un impegno in materia di diritti umani, commercio equo e rispettose condizioni di lavoro. Teva è la leader dell’industria farmaceutica israeliana e quindi il suo dispregio verso le problematiche relative all’occupazione militare della Palestina è indicativo dell’atteggiamento neocolonialista prevalente.

 

Campagna di boicottaggio farmaceutico

Un farmaco è un prodotto particolare, utilizzato per migliorare o salvare la vita delle persone e dovrebbe dunque portare con sé un certo valore etico.

E’ inammissibile che il ricavo di alcuni farmaci vadano a finanziare un regime quotidiano di colonialismo, occupazione ed apartheid come quello israeliano.

Quest’estate, durante l’operazione militare israeliana “Margine Protettivo”, che ha portato alla morte di più di 2.100 palestinesi e al ferimento di più di 10.000 persone, con ospedali e scuole delle Nazioni Unite bombardate e danneggiate, nel Regno Unito è partita una massiccia campagna di boicottaggio contro la TEVA, con più di 300 farmacie che hanno dato la propria adesione.

Chiediamo quindi:

– Ai farmacisti: di comunicare alle ditte consociate Teva, Ratiopharm e Dorom che, a tutela del valore etico del farmaco che viene dispensato, non verranno più commercializzati i loro prodotti (compatibilmente con le necessità terapeutiche del singolo paziente), sino ad una eventuale loro presa di posizione scritta contro le politiche di aggressione indiscriminata dello Stato israeliano.

– Ai pazienti: di rifiutarsi di acquistare i farmaci delle ditte TEVA, RATIOPHARM e DOROM chiedendo al proprio medico e al proprio farmacista, quando sia possibile, di sostituire il medicinale con altri uguali, ma di ditte diverse; ne si ha il diritto ed il costo a carico del paziente è esattamente lo stesso.

» Scarica la lettera da consegnare al tuo farmacista

» Scarica la lettera da consegnare ai pazienti

» Scarica la cartolina da ritagliare e spedire per posta alle farmacie o alla sede TEVA

BDS Italia

www.bdsitalia.org

bdsitalia@gmail.com

BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all’appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.