Sinagoga di Torino #Ebrei di #Torino BOICOTTIAMO #ISRAELE

Di seguito il testo diffuso la mattina di sabato 22 novembre davanti alla sinagoga di Torino all’indomani delle proteste di alcuni esponenti della comunità ebraica per la mostra sui rifugiati palestinesi allestita al Museo della Resistenza. Al sit-in hanno partecipato una decina di compagni/e.


“RESISTERE ALL’OCCUPAZIONE, COSTRUIRE LA PACE

E’ lo slogan che compare sull’home page del sito dell’ICAHD (www.icahd.org) il comitato israeliano contro la demolizione delle case palestinesi, con sede a Gerusalemme, diretto dal dott. Jeff Halper.
Il comitato in un comunicato del 18 novembre, all’indomani dell’attacco della Resistenza palestinese alla sinagoga di Har Nof, afferma tra l’altro:

“Israele non è “ nella condizione di un assalto terroristico”, come il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha affermato nella sua conferenza stampa di stasera; si trova invece in una condizione di inutile violenza generata dalla disperazione e dalla repressione. I palestinesi sono stati ridotti a ribellarsi, avendo perso la speranza che finisca l’occupazione e quella di ottenere un minuscolo proprio Stato, imprigionato in minuscole isole del loro paese, vittimizzati, impoveriti, mancandogli quel minimo di diritti individuali e collettivi, deportati, addirittura demolite le loro case, il solo luogo dove rifugiarsi (circa 48.000 case palestinesi sono state demolite dal 1967 nei Territori Occupati). Le minacce alla Moschea di Al Aqsa – e vi sono concrete minacce che provengono dalla destra israeliana che vuole la divisione del luogo sacro come ha fatto con la Moschea d’Abramo a Hebron – rendono pericoloso quello che finora è stato un conflitto politico risolvibile, che potrebbe trasformarsi in una guerra di religione non più controllabile”.

Nel frattempo a Torino a quanto si apprende dai giornali alcuni esponenti della comunità ebraica nei giorni scorsi si sono lamentati della mostra Il lungo viaggio della popolazione palestinese rifugiata, allestita presso il Museo della Resistenza di Torino dal 14 novembre al 4 gennaio, qualcuno in particolare auspicandone la chiusura perché costituisce una “oggettiva propaganda politica anti-Israele”.
A queste persone si può replicare che, se una mostra sull’attività dell’agenzia ONU per i rifugiati in Palestina dal 1948 è un’oggettiva propaganda anti-Israele, visitandola potrebbero cogliere l’occasione per mettersi in discussione e sviluppare un’autocritica rispetto al loro cocciuto sostegno verso questo stato razzista e coloniale, nato attraverso una feroce pulizia etnica perpetrata sin dal 1948, e tuttora in corso, a causa della quale oggi vi sono milioni di rifugiati palestinesi sparsi in Medioriente e nel resto del mondo.
Infatti sono sempre più numerosi gli ebrei che maturano posizioni antisioniste, cioè capiscono che lo stato di Israele è illegittimo e rappresenta un problema per gli ebrei di tutto il mondo, e dovrà essere abolito per essere sostituito da un’altra forma politica, probabilmente una confederazione democratica in cui tutti popoli che abitano la Palestina storica abbiano uguali diritti, a prescindere dall’etnia o dalla fede religiosa. (Quest’ultima soluzione, denominata One Democratic State, contempla il Diritto al Ritorno dei rifugiati palestinesi che ne facciano richiesta alle terre da cui furono scacciati sin dal 1948, affinchè il loro terribile “lungo viaggio” abbia finalmente un lieto fine).
Per chi è lontano da quelle terre e non può partecipare in prima fila alla Resistenza all’occupazione sionista che quotidianamente il popolo palestinese conduce, vi è l’importante strumento del boicottaggio di Israele (economico, accademico, culturale, politico), che ha permesso di sconfiggere l’apartheid in Sudafrica e così potrà fare anche in Palestina.

PER IL DIRITTO AL RITORNO DEI RIFUGIATI
PER UNO STATO UNICO IN PALESTINA
BOICOTTIAMO ISRAELE

thanks to: forumpalestina

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