Muos: attività illegali dentro la base militare

altNonostante la sentenza del TAR di Sicilia di due settimane fa, che ha ridicolizzato le scelte di Crocetta palesando il suo totale asservimento alle pressioni dell’ambasciata a stelle e strisce dichiarando abusivi i lavori del MUOS in contrada Ulmo e respingendo i ricorsi del Ministero della Difesa italiano, le attività all’interno della base continuano a proseguire indisturbate. Ieri, infatti, numerosi mezzi addetti ai lavori sono entrati nella base scortati da un ingente quantitativo di forze dell’ordine e, qualche ora dopo, gli attivisti No Muos hanno avvistato le antenne muoversi. Dunque continuano i test verso l’effettiva messa in funzione del sistema di comunicazione della marina militare americana e, nel frattempo, si avvicina la giornata di lotta dell’8 marzo lanciata dalle Donne No Muos.

Ma andiamo con ordine, ripercorrendo gli ultimi passaggi sul territorio niscemese. Il 13 febbraio il TAR annulla la famosa “revoca della revoca” di Crocetta, dichiarando “abusive” le antenne all’interno della base americana; ma sappiamo bene quale possa essere la reale valenza di tali atti sulla realtà delle cose. Infatti ieri mattina, malgrado i tentativi di blocco di alcuni NoMuos, degli operai sono entrati in base per effettuare, ufficialmente, dei “controlli sulle antenne”; le stesse, qualche ora dopo, venivano viste muoversi da numerose persone accorse sul posto in funzione. Quindi, come avevamo già facilmente previsto qualche giorno fa, il governo americano ha deciso di non tenere conto della sentenza del TAR, nell’ottica di portare a termine il progetto e metterlo in attività al più presto, considerando anche il quadro geopolitico attuale. Il tutto con l’assoluta connivenza politica di forze dell’ordine e organi di governo. Evidentemente se la lotta NoMuos è riuscita in questi anni a conquistare la sentenza del 13 febbraio, questa da sola non rimarrebbe che uno dei tanti sigilli a un crimine perpetrato dai potenti in completa impunità. Se una cosa ha dimostrato di saper mettere in difficoltà i piani di chi pensa di poter imporre la violenza delle sue armi, della devastazione territoriale e dell’espropriazione di territorio, quella è la determinazione di un popolo in lotta capace di utilizzare intelligentemente diversi mezzi. Le prossime giornate di mobilitazione dunque, a cominciare da quella del prossimo 8 marzo, acquisiscono proprio questo significato nella prospettiva di tornar a vedere pratiche che esprimano la voglia di riconquistare contrada Ulmo da parte di chi vive il nostro territorio e ha imparato a conoscere, in questi anni di lotta, sia l’aleatorietà delle promesse e delle decisioni istituzionali, sia la vulnerabilità della base di Niscemi.

thanks to: Infoaut

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