Petizione per la revoca di ogni accordo di Cooperazione Accademica con Israele. Petition for the academic boycott of all Israeli academic institutions.

Facciamo appello all’Università di Cagliari e tutti i candidati Rettore di prodigarsi in tutti i modi affinché sia cessato ogni accordo di cooperazione accademica con università e compagnie private israeliane, in quanto responsabili di continue e gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani del popolo palestinese.

Chiediamo con la presente la revoca di ogni accordo di Cooperazione Accademica con Israele, e in particolare l’annullamento del “Bando Italia-Israele: progetti congiunti per la cooperazione nella ricerca e sviluppo industriale, scientifico e tecnologico” (http://www.unica.it/pub/6/show.jsp?id=28346&iso=708&is=6) e dell’accordo di Cooperazione in corso tra il Technion-Israel Institute of Technology e l’Università di Cagliari (http://www.unica.it/pub/6/index.jsp?is=6&iso=679).

We refuse to be complicit in Israel’s massacre on Gaza and in its occupation and Apartheid regime in Palestine, we refuse to accept any Academic Cooperation with Israeli academic institutions. Their crimes are too grave and too obvious to people of conscience to accept or be silent about. These Israeli policies would not have been possible without the support of other countries. Italian Universities continued cooperation with Israeli academies directly perpetuates Israel’s military occupation. This makes Italian Academies complicit in Israel’s crimes against humanity.

Sign this petition calling on the University of Cagliari and to all candidates for Chancellor to cancel any academic cooperation with Israeli institutions and to refrain from participation in any form of academic and cultural cooperation, collaboration or joint projects with Israeli institutions.

Each signature sends an email to the University of Cagliari as well as to all candidates for Chancellor.

Letter to
Candidato Rettore Università di Cagliari Professore Paola Piras
Candidato Rettore Università di Cagliari Professore Luigi Raffo
Candidato Rettore Università di Cagliari Professore Giorgio Massacci
and 7 others
Candidato Rettore Università di Cagliari Professore Giacomo Cao
Rettorato Università di Cagliari
Prorettore vicario Università di Cagliari Professore Giovanna Maria Ledda
Capo di gabinetto Università di Cagliari Dott.ssa Elisabetta Cagetti
Università di Cagliari Dott.ssa Tiziana Cubeddu
Università di Cagliari Prof. Micaela Morelli
Candidato Rettore Università di Cagliari Professore Maria Del Zompo
Con questa petizione chiediamo il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane [1], poiché complici delle continue violazioni israeliane del diritto internazionale e dei diritti umani del popolo palestinese, tra cui ricordiamo i sanguinosi attacchi nella Striscia di Gaza, costretta da oltre sette anni a un assedio permanente, l’occupazione militare della Cisgiordania e di Gerusalemme est, il regime di Apartheid attuato da Israele nei confronti dei Palestinesi in Israele e nei territori occupati [2].

In particolare, denunciamo il “Bando Italia-Israele: progetti congiunti per la cooperazione nella ricerca e sviluppo industriale, scientifico e tecnologico” [3] e l’accordo di Cooperazione in corso tra Technion-Israel Institute of Technology e l’Università di Cagliari [4]. La collaborazione con istituzioni accademiche e compagnie private israeliane coinvolte attivamente in violazioni del diritto internazionale compromette sia la reputazione dell’Ateneo e dei suoi programmi di ricerca, sia gli scopi dichiarati dell’Università [5], nonché l’articolo 3 del trattato di Lisbona che obbliga i paesi membri l’Unione Europea alla tutela dei diritti umani e al rispetto rigoroso e allo sviluppo del diritto internazionale in tutte le relazioni esterne [6].

Collaborando con istituzioni e compagnie private attivamente coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani, l’Ateneo non solo compromette la propria reputazione ma si rende anche complice delle suddette violazioni.

Il recente assalto militare [7] condotto da Israele nella Striscia di Gaza è solo l’ultima dimostrazione dell’impunità israeliana e del suo disprezzo del diritto internazionale.

Il mondo accademico ha la responsabilità morale di condannare tali crimini, e di rifiutare ogni complicità con lo Stato di Israele che opera in evidente violazione dei principi etici fondamentali.

L’assedio sulla striscia di Gaza prosegue da oltre sette anni, limitando gravemente la circolazione delle persone e delle merci dentro e fuori il territorio. Nella Cisgiordania occupata, i palestinesi sono stati privati delle loro terre e di ogni mezzo di sussistenza e vivono sotto una brutale occupazione militare, circondati da checkpoint, basi militari, colonie e dal Muro dell’Apartheid [8], che ne limita drammaticamente la libertà di movimento e di conseguenza, tra gli altri, anche il diritto all’istruzione. Un sistema di oltre 50 leggi discrimina i palestinesi cittadini di Israele, negando loro di avere lo stesso accesso all’istruzione, alla proprietà, al lavoro e al matrimonio di cui godono gli ebrei israeliani [9]. Inoltre, circa la metà della popolazione palestinese è costretta a vivere nei campi profughi di altri stati o in esilio, e si vede negato il diritto, internazionalmente riconosciuto, al ritorno [10].

Queste e altre violazioni continueranno sino a quando la società civile non deciderà di agire, colmando così il vuoto lasciato dal fallimento e dalla non azione dei governi e della comunità internazionale.

Come studenti, intellettuali, docenti e ricercatori di un istituto universitario abbiamo l’irrinunciabile dovere di opporci alle sistematiche e diffuse violazioni israeliane del diritto all’istruzione del popolo palestinese.

Negli oltre 50 giorni di massacri e attacchi indiscriminati dell’operazione militare “Margine Protettivo”, che ha causato a Gaza una devastazione senza precedenti, l’esercito israeliano ha distrutto numerosi edifici universitari, tra cui l’Università islamica di Gaza [11]. Inoltre, lo stato israeliano discrimina gli studenti palestinesi all’interno delle università israeliane e isola il mondo accademico palestinese, per esempio impedendo la visita di accademici stranieri alle istituzioni universitarie palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. È importante sottolineare in questo contesto anche la lunga storia di confische di archivi palestinesi e la distruzione di biblioteche e centri di ricerca palestinesi.

Le istituzioni accademiche israeliane sono complici dell’occupazione e dell’oppressione dei palestinesi. In particolare, Technion-Israel Institute of Technology gioca un ruolo attivo nella costruzione e nel mantenimento del cosiddetto “Muro israeliano di separazione”, dichiarato illegale nel 2004 dalla Corte Internazionale di Giustizia [12]. Il Technion “vanta” numerosi progetti di ricerca e sviluppo condotti con e per l’esercito e le forze di sicurezza israeliane, citiamo tra tutti lo sviluppo del bulldozer D9 usato dall’esercito israeliano nella demolizione delle case palestinesi. Tra le sue molteplici collaborazioni con l’esercito israeliano, il Technion va orgoglioso dell’apertura di un centro di ricerca con Elbit, una società di sicurezza israeliana pesantemente coinvolta nella ricerca sulle armi e sullo sviluppo tecnologico per l’esercito israeliano [13].

Inoltre, Tel Aviv University, l’Università ebraica di Gerusalemme, Bar Ilan University, University of Haifa, Technion e Ben Gurion University hanno dichiarato pubblicamente il loro appoggio incondizionato ai militari israeliani, per esempio l’Università di Haifa ha espresso solidarietà e sostegno ai soldati israeliani che hanno preso parte all’aggressione su Gaza questa estate promettendo premi e gratificazioni economiche ai suoi “studenti combattenti” [14].

Sono noti i profondi legami esistenti tra le istituzioni accademiche israeliane e le istituzioni politiche, di sicurezza e militari israeliane [15]. Per esempio, l’Università di Tel Aviv è direttamente implicata, attraverso il suo Istituto per gli Studi Di Sicurezza Nazionale (INSS), nello sviluppo della cosiddetta Dahiya Doctrine, adottata dall’esercito israeliano nei suoi assalti in Libano nel 2006 e a Gaza questa estate. Questa dottrina individua nella vasta distruzione di infrastrutture civili e “nell’intensa sofferenza” della popolazione civile degli strumenti “efficaci” e in grado di reprimere e soffocare qualsiasi resistenza [16].

Come studiosi, sentiamo l’obbligo morale di seguire l’esempio delle sempre crescenti associazioni accademiche e studentesche che dagli Stati Uniti, al Sud Africa, sino all’Australia, hanno appoggiato le risoluzioni di boicottaggio accademico, e invitiamo i nostri colleghi in tutte le Università italiane a boicottare le istituzioni accademiche israeliane. Non è inutile ricordare come questo appello sia parte del più ampio appello della società civile palestinese al Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) [17] nei confronti di Israele e sia sostenuto, tra gli altri, dalla Federazione Palestinese dei Sindacati dei Docenti e Dei Lavoratori Universitari (PFUUPE).

Considerato che decenni di interazione, cooperazione e collaborazione con le istituzioni e le accademie israeliane non hanno in alcun modo interrotto l’occupazione militare e le gravi violazioni israeliane del diritto internazionale, crediamo con forza che questo boicottaggio rappresenti l’unica forma non-violenta in grado di fare pressione sugli israeliani affinché intraprendano un cambiamento significativo verso la decolonizzazione di tutte le terre arabe occupate, verso lo smantellamento dei checkpoint e del Muro dell’Apartheid, verso il riconoscimento e l’applicazione del diritto al ritorno ai profughi palestinesi.

È importante in questo contesto ribadire come una collaborazione costruttiva con il mondo accademico israeliano possa servire solo a normalizzare l’occupazione, la colonizzazione e l’apartheid, e a sminuire e a giustificare i massacri perpetrati dall’esercito israeliano.

Quando il popolo ebraico subì il crimine della persecuzione e dell’Olocausto nazi-fascista chi si mantenne neutrale e non ebbe il coraggio di condannare apertamente quanto accadeva viene visto oggi come complice di quei crimini.

Per le stesse ragioni non può e non potrà sussistere una collaborazione con il mondo accademico israeliano sino a quando proseguiranno l’occupazione, la colonizzazione, l’Apartheid, la pulizia etnica della Palestina, sino a quando Israele proseguirà indisturbato nella violazione del diritto internazionale e nella negazione di ogni diritto, umano, civile e politico, del popolo palestinese.

Facciamo dunque appello all’Università di Cagliari e a tutti i candidati Rettore di prodigarsi in tutti i modi affinché:

1 sia rispettato l’articolo 3 del trattato di Lisbona che obbliga i paesi membri l’Unione Europea alla tutela dei diritti umani e al rispetto rigoroso e allo sviluppo del diritto internazionale in tutte le relazioni esterne;

2. siano adottate delle misure immediate per interrompere ogni accordo di cooperazione tra l’Università di Cagliari il Technion-Israel Institute of Technology e tutte le istituzioni accademiche israeliane, affinché la stessa Università non si renda complice dei crimini tuttora in corso;

3. affinché non siano instaurate nuove collaborazione su progetti ed eventi che coinvolgano istituzioni accademiche israeliane; sino a quando Israele non rispetterà il diritto internazionale e i diritti umani del popolo palestinese.

Note:
[1] http://pacbi.org/etemplate.php?id=868
[2] http://lawcenter.birzeit.edu/iol/en/project/outputfile/6/986afcc6c9.pdf
[3] http://www.unica.it/pub/6/show.jsp?id=28346&iso=708&is=6
[4] http://www.unica.it/pub/6/index.jsp?is=6&iso=679
[5] http://www.unica.it/pub/2/index.jsp?is=2&iso=756
[6] http://www.europarlamento24.eu/whitepaper_library/Trattato_Lisbona.pdf
[7] http://www.pchrgaza.org/portal/en/index.php?option=com_content&view=article&id=10491:statistics-victims-of-the-israeli-offensive-on-gaza-since-08-july-2014&catid=145:in-focus
[8] http://www.alhaq.org/10yrs/about-al-haq/the-facts
[9] http://www.adalah.org/en/law/index
[10] http://imeu.org/article/the-right-of-return-palestinian-refugees
[11] http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/warrior-students-how-israeli-universities-are-supporting-war-crimes-gaza
[12] http://www.giuristidemocratici.it/post/20041014112730/post_html
[13] Uri Keller, 112-118, Pianificare l’oppressione, le complicità dell’accademia israeliana, a cura di E. Bartolomei, N. Perugini e C. Tagliacozzo http://bdsitalia.org/index.php/campagna-bac/661-pianificare n.d.t
[14] http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/israeli-universities-lend-support-gaza-massacre
[15] http://www.pacbi.org/etemplate.php?id=2024
[16] Uri Keller, 168-171, Pianificare l’oppressione, le complicità dell’accademia israeliana, a cura di E. Bartolomei, N. Perugini e C. Tagliacozzo http://bdsitalia.org/index.php/campagna-bac/661-pianificare n.d.t
[17] http://www.bdsmovement.net/call#Italian

CLICCA QUI per firmare la petizione

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