I piani militari degli Stati Uniti contro la Russia

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Mentre la segretaria dell’aeronautica degli Stati Uniti Deborah James descrive la Russia “lamaggiore minaccia” agli interessi statunitensi, l’8 luglio l’ultima versione della “Strategia Nazionale Militare degli Stati Uniti” sembra riecheggiarla. Il documento ha già generato un’ondata di commenti. In Russia, l’attenzione dei media è puntata su due disposizioni, in particolare quella che definisce la Russia “potenza revisionista”. La nuova strategia militare degli Stati Uniti in primo luogo si propone di contrastare le “potenze revisioniste” che violano le norme dell’ordine mondiale. In secondo luogo, pretende di contrastare le organizzazioni estremiste che, come dimostra lo Stato Islamico dell’Iraq e Grande Siria (ISIS), possono creare unità armate. Entrambi i postulati sono accompagnati da discussioni sulla necessità di migliorare flessibilità, mobilità e tecnologia a disposizione delle Forze Armate degli Stati Uniti. Tali disposizioni sono state ripetute innumerevoli volte nei documenti della pianificazione militare di USA. Il maggiore interesse è la nuova strategia militare nazionale suggerire che il pensiero strategico delle élite degli Stati Uniti (indipendentemente dal partito di appartenenza) si basi su una combinazione di due tendenze. La leadership statunitense vuole preservare le regole della cooperazione internazionale istituite dal 1991. Allo stesso tempo, la Casa Bianca percepisce che i meccanismi esistenti sono insufficienti per la sua protezione.

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