Perché il pilota ucraino "si è suicidato"?

Svjatoslav Knjazev, Sebastopoli, Eurasia Daily, 21 marzo 2018La misteriosa morte dell’ex-pilota ucraino Vladislav Voloshin, in pensione dal 2017 dopo una carriera di successo a Nikolaev, presenta altre prove che l’Ucraina viene derubata e da un motivo in più per dubitare che Voloshin non sia coinvolto nell’abbattimento del Boeing malese del 2014. L’ultima notizia, del 18 marzo, è la morte di Vladislav Voloshin, ex-pilota e direttore dell’aeroporto internazionale di Nikolaev. Il primo rapporto diceva che Voloshin si era sparato con una pistola Makarov dal numero di serie cancellato. Più tardi, i mass media aggiunsero che l’aveva fatto a casa quando moglie e figli erano nella stanza accanto. Non era morto subito e aveva persino parlato coi medici del pronto soccorso. Alcuni giornalisti locali pubblicavano gli screenshot del suo messaggio a un certo Max, dove si lamentava di essere costretto a svolgere attività illegali, suggerendo che poteva essere eliminato se avesse fatto qualcosa di sbagliato, aggiungendo che non gli sarebbe piaciuto lasciare i figli senza padre. Aveva anche detto che pensava al “suicidio”. Ma il tono del messaggio era più sarcastico che depressivo. Voloshin si lamentò che tutti attorno a lui, incluso Max, badassero solo a se stessi. Nella risposta, Max assicurava Voloshin di essere sincero nei suoi confronti. I due erano amici: scherzavano e pensavano di bere della birra. Voloshin criticava il governatore dell’Oblast Nikolaev Oleksiy Savchenko, ma l’uomo di cui aveva paura non era lui, ma una persona più influente. Qui va ricordato chi fosse Voloshin e come divenne un personaggio pubblico.
Vladislav Voloshin era nato a Lugansk nel 1988 e crebbe nel Donbas. A 16 anni entrò nella scuola militare di Lugansk e in seguito nella Kharkov National Air Force University. Nel 2010, entrò nelle forze aeree ucraine. Nel 2014 prese parte alla cosiddetta operazione antiterrorismo sul Donbas. I media ucraini l’avevano definito il pilota più coraggioso delle forze aeree ucraine. Nell’agosto 2014 l’aereo di Voloshin fu abbattuto, ma sopravvisse. Durante l’operazione, compì 33 missioni. Il presidente ucraino Petro Poroshenko gli assegnò un ordine per il suo valore. Voloshin divenne famoso nel dicembre 2014, quando uno dei suoi commilitoni l’accusò di aver abbattuto il Boeing malese sul Donbas. L’uomo disse che l’aereo di Voloshin aveva missili aria-aria al momento e lo citò dire, dopo la missione: “Era l’aereo sbagliato… nel posto sbagliato nel momento sbagliato“. Kiev si affrettò a negare le accuse e ad incolparne i russi. A 26 anni, Voloshin era già maggiore, ma nell’estate 2017 si ritirò e fu nominato direttore aggiunto dell’aeroporto internazionale di Nikolaev. La comunità internet ucraina era indignata dalla “fuga dalle forze armate” ma Voloshin spiegò che i suoi comandanti erano di mentalità ristretta ed esibizionisti e che nell’esercito riceveva solo 13000 grivne al mese, il che non bastava per lui e la famiglia (anche se era il doppio del salario medio in Ucraina). Voloshin aggiunse che aveva fatto abbastanza per proteggere il Paese a differenza di chi lo criticava. All’aeroporto, Voloshin ebbe un discreto successo all’inizio. Nel dicembre 2017, il direttore dell’Aeroporto Mikhaylo Halaiko fu arrestato mentre cercava di consegnare al governatore dell’Oblast di Nikolaev Savchenko una tangente di 2,5 milioni di grivne. Halaiko fu licenziato e Voloshin nominato direttore. Il 24 gennaio 2018, convocò i suoi dipendenti e li informò che l’aeroporto aveva guadagnato 133 milioni di grivne, e stava attivamente ripristinando la pista, i sistemi di navigazione ed illuminazione e pagava puntualmente i salari del personale. Alla fine del febbraio 2018, Voloshin parlò con l’amico giornalista russofobo Juriij Butusov e gli disse che non aveva né nemici né problemi. Tuttavia, il 18 marzo, Voloshin decise di spararsi. Il giorno successivo Hromadske TV citava la vicedirettrice dell’aeroporto internazionale di Nikolaev, Alina Korotich, dire che l’amministrazione dell’Oblast di Nikolaev aveva costretto Voloshin a firmare documenti che certificano il completamento dei lavori nel quadro di una gara annullata, ovviamente illegale. La somma della gara era di 100 milioni di grivne. Sotto questa luce, abbiamo una serie di domande:
Perché Voloshin decise di suicidarsi mentre solo un paio di settimane prima aveva inviato all’amico un messaggio dicendo che non voleva che i suoi figli perdessero il padre?
Perché Voloshin decise di suicidarsi a casa quando l’amata famiglia era accanto?
Se il suo suicidio fu provocato dalle azioni illegali di qualcuno, perché non scrisse nulla nel tentativo di avere giustizia?
Perché Voloshin si è sparato al petto? Da ex-militare, avrebbe dovuto sapere che non era il modo migliore per uccidersi? Fu vivo e cosciente per un’ora e mezza dopo lo sparo.
Dove prese la pistola Makarov? Era un regalo? Perché i numeri di serie della pistola erano cancellati?
Come mai un uomo che ha subito molti test psicologici all’università e bombardato a sangue freddo asili, scuole e ospedali nel Donbas era così psicologicamente instabile?
Perché Voloshin, molto duro nel criticare l’esercito di Poroshenko, accettò di entrare nell’agenzia controllata dal governatore nominato dal Blocco di Poroshenko?
Perché Voloshin era così ottimista solo un paio di settimane prima della morte, anche se aveva problemi così seri?
La teoria secondo cui Voloshin si è suicidato perché si vergognava non dà alcuna risposta alle domande sopra menzionate. Ci sono solo due possibilità logiche: o il pilota è stato ucciso e la sua famiglia è stata costretta al silenzio o fu costretto a uccidersi. La data del suicidio di Voloshin non era una coincidenza. Il 18 marzo, la Russia eleggeva il presidente, un evento che avrebbe sicuramente oscurato la morte dell’uomo sospettato di aver abbattuto il Boeing malese, notizia che altrimenti sarebbe stata in prima pagina.
Chi voleva liberarsi di Voloshin avrebbe avuto due motivi:
Voloshin avrebbe potuto pubblicare fatti che esponevano la corruzione delle autorità di Nikolaev. Alcuni blogger ucraini suggeriscono che chi avrebbe potuto fare pressione su Voloshin quando era vivo era l’eminenza grigia della politica locale, il parlamentare del Blocco di Poroshenko David Makarian. Voloshin avrebbe anche voluto rivelare alcuni fatti sul Boeing abbattuto distruggendo Poroshenko e l’intero regime post-Majdan. Se Voloshin fosse morto due anni fa, sarebbe stato fatale per il regime di Poroshenko, ma ora a Kiev potranno collegare il caso a certi problemi legati alla corruzione nell’Oblast di Nikolaev ed incolparne il governatore locale o alcuni parlamentari. In ogni caso, la morte di Voloshin ha dimostrato che corruzione ed anarchia corrodono le fondamenta dello Stato ucraino e possono farlo crollare da un momento all’altro. Ora possiamo vedere per cosa lottasse Maidan, per il diritto di certuni di derubare i resti del tesoro dell’Ucraina.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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